Il 5777 sta per chiudersi: un ricordo di Leonard Cohen e altri celebri defunti ebrei dell’anno

di Marina Gersony

L’anno 5777 sta per chiudersi. In questa occasione diversi siti e testate ebraiche ricordano i grandi uomini e le grandi donne che ci hanno lasciati nel corso di quest’anno ebraico (3 ottobre 2016-20 settembre 2017); ebrei ed ebree, ognuno con il suo talento, le sue capacità e la sua storia, che hanno dato un contributo universale alla scienza, all’arte e alla cultura in tutte le sue sfaccettature. Condividiamo anche noi questo ricordo per mantenere vivo il senso di appartenenza e la memoria di questi indimenticabili personaggi, alcuni noti altri meno noti, tutti meritevoli per l’impegno e la dedizione con cui hanno affrontato la vita.

Leonard Cohen, 82 anni

Cantautore, poeta, scrittore e compositore canadese, Leonard Cohen (nella foto sopra) non ha certo bisogno di presentazioni. Sicuramente è tra gli artisti più amati e popolari del XX e XXI secolo. Come scordare la sua inconfondibile voce roca dalla personalità profonda? Nipote di un rabbino, cresciuto in una famiglia ortodossa a Montreal, Cohen viene ricordato soprattutto per Halleluja, tra le canzoni più venerate (e imitate) nella storia della musica pop. Ma la produzione di questo grande maestro della poesia e della preghiera va ben oltre. Meravigliosi e struggenti molti testi da lui composti con riferimenti biblici/ebraici. Nel suo ultimo album, You Want It Darker, recita: «I’m ready, my Lord, sono pronto, Signore, Hineni Hineni».

L'intellettuale francese ebrea Simone Veil
L’intellettuale francese ebrea Simone Veil

Simone Veil, 89

Sopravvissuta alla Shoah, prima presidentessa del Parlamento Europeo, Simone Veil, è stata un pilastro della politica francese: resterà nella memoria come il ministro che sostenne l’introduzione della legge sull’aborto in Francia nel 1974. Nella sua autobiografia Une vie, s’intrecciano eventi personali, storici e politici che raccontano un’esistenza fuori dal comune; una vita che si fonde con quella del popolo ebraico e della  storia europea del Novecento. Morta nella sua casa di Parigi, ha lasciato tre figli e un’eredità di primo piano come donna, intellettuale, accademica e politica. È mancata meno di un mese dal suo novantesimo compleanno.

L'attore americano Jerry Lewis
L’attore comico americano Jerry Lewis, scomparso il 20 agosto 2017

Jerry Lewis, 91

Jerry Lewis, pseudonimo di Joseph Levitch, è nato a Newark, nel New Jersey, il 16 marzo del 1926. Figlio di immigrati ebrei russi (Daniel Levitch, un attore di vaudeville, e di Rachel “Rae” Levitch,nata Brodsky), Jerry è stato uno dei più grandi showman del Novecento. Dalla seconda metà degli anni Quaranta ha formato un’indimenticabile coppia con Dean Martin, un sodalizio artistico nato per caso nel 1946 (con Martin che sostituì all’ultimo minuto un attore indisponibile) ed è durato dieci anni di successi cinematografici, spettacoli tv, radio e addirittura un fumetto dedicato a loro. Celebre la scena in cui cantano insieme That’s amore. Al suo 90° compleanno, Mosaico gli aveva dedicato un bell’articolo nel blog Zadikshow di Roberto Zadik.

Sara Ehrman, 98

Attivista del Partito Democratico, esperta del conflitto israelo-palestinese, promotrice per decenni dei due Stati progettata per la soluzione del conflitto israelo-palestinese e del processo di pace in Medio Oriente: questo e altro è stata Sara Ehrman, donna di grande impegno che si è autodefinita «prima di tutto un’ebrea, poi una democratica e infine una femminista». Nata Sara Teitelbaum il 24 aprile 1919, era figlia di immigrati ebrei ungheresi fuggiti dalla persecuzione e le cui simpatie comuniste avrebbero ispirato la politica di sinistra della figlia. Grande amica dei Clinton, è stata consigliera di Bill e ha contribuito a organizzare il suo primo viaggio da presidente in Israele.

Attrice ungherese Zsa Zsa Gabor
Zsa Zsa Gabor, scomparsa il 18 dicembre 2016

Zsa Zsa Gabor, 99

«Sono bravissima a tenere la casa. Ogni volta che divorzio, tengo la casa»; «ogni donna dovrebbe avere quattro animali nella sua vita. Un visone nell’armadio, una Jaguar in garage, una tigre nel letto e un asino che paghi per ogni cosa». Sono soltanto alcune delle celebri e divertenti battute di Zsa Zsa Gabor, nome d’arte di Sári Gábor, nata a Budapest il 6 febbraio 1917 in una ricca famiglia ebrea, figlia di un militare e di un’imprenditrice. Miss Ungheria nel 1936, ha lavorato a lungo a Hollywood ma è passata alla storia soprattutto per la vita mondana e la collezione di mariti decisamente facoltosi. Bellissima, ironica, dotata di sense of humor, è mancata a meno di due mesi dal suo 100 ° compleanno.

Vera Rubin, 88 anni

Ha ribaltato delle certezze scientifiche e ha cambiato il modo in cui pensiamo l’universo. Vera Rubin, nata a Filadelfia (USA) in una famiglia di immigrati ebrei (il padre, Philip Cooper, era un ingegnere elettrico nato a Vilnius, mentre la madre, Rose Applebaum, era nata in Ucraina), Vera è stata un’astronoma importantissima, pioniera nello studio della rotazione delle galassie (Rubin è il cognome del marito Robert).  A lei si deve la scoperta della materia oscura, ovvero quella componente invisibile e misteriosa che occupa il venticinque per cento dell’universo. Per il suo lavoro, la grande scienziata ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti: uno fra tutti, la medaglia d’oro della Royal Astronomical Society (è stata la seconda donna dopo Caroline Herschel, nel 1828), a ottenere questo riconoscimento). Grazie alla sua tenacia, Vera è riuscita ad affermarsi in un ambiente decisamente maschilista, diventando punto di riferimento per tutte le donne scienziate. Un asteroide porta il suo nome: 5726 Rubin.

Carrie Fisher nei panni della principessa Leyla di StarWars
Carrie Fisher nei panni della principessa Leyla di StarWars

Carrie Fisher (“principessa Leyla”), 60 anni

Chi non ricorda Carrie Fisher, icona planetaria nota nel ruolo della Principessa Leila di Star Wars, il classico movie di fantascienza di George Lucas? Donna eclettica e dalla vita molto tormentata, ha dovuto combattere contro la dipendenza dalla cocaina. Figlia del cantante Eddie Fisher e dell’attrice Debbie Reynolds, è cresciuta con l’idea di seguire le orme dei suoi famosi genitori. Una vita sentimentale movimentata (nel 1983 ha sposato il cantautore Paul Simon da cui ha divorziato dopo un anno), ha scritto anche diversi libri di successo. Colpita da un infarto durante un volo transatlantico da Londra a Los Angeles, è spirata a pochi minuti dall’atterraggio. La sua morte ha portato 50 milioni di dollari nelle casse della Disney, proprietaria della Lucasfilm e dei prodotti a marchio Star Wars.

Don Rickles, 90 anni

È apparso in innumerevoli spettacoli televisivi, sit-com e soap opera. Ha recitato con Clint Eastwood, Martin Scorsese e Robert De Niro. Nato a New York, nel Queens, da genitori ebrei, Etta e Max Rickles, Don è stato un attore, un comico e doppiatore, noto per le sue battute taglienti e l’idiosincrasia nei confronti del politically correct.  «È un uomo eccezionale. Per me rappresenta il lato attraente del mondo del gioco d’azzardo, e la sua presenza nel film è importante, perché sembra uno di loro», così ha commentato Martin Scorsese l’interpretazione di Rickles in Casinò. Il pubblico più giovane lo conosce soprattutto come voce del signor Potato Head nella serie Toy Story.

Ruth Gruber, 105

È morta a 105 anni, a Manhattan Ruth Gruber, nata a Brooklyn, figlia di immigrati russi. Giornalista, fotografa e scrittrice americana, ha dedicato tutta la vita a difendere i diritti umani. Documentò, tra l’altro, il momento in cui migliaia di sopravvissuti dell’Olocausto furono respinti dalla Palestina; ha fatto conoscere al mondo la vicenda dell’Exodus e fu presente al processo a Norimberga contro gli ufficiali nazisti. È stata, inoltre, il primo reporter occidentale a documentare i gulag sovietici in Siberia negli anni Trenta come inviata del New York Herald Tribune. Roosevelt le diede i gradi di generale in una missione speciale. «In un’epoca in cui alle donne reporter veniva concesso solo di scrivere sulle pagine di società – ha detto il figlio David Michaels – rappresentò una vera eccezione». Sopravvissuta a due mariti, ha così spiegato la sua forza e determinazione: «Avere sogni e visioni e non lasciare che nessun ostacolo ti fermi».

Henry Heimlich nel 1979 mentre esegue la sua celebre "manovra"
Henry Heimlich nel 1979 mentre esegue la sua celebre “manovra”

Henry Heimlich, 96

Henry Heimlich, nipote di immigrati ebrei di origine ungherese da parte paterna e russi da parte materna, deve la sua notorietà  principalmente alla scoperta di un trattamento che prenderà il suo nome (Manovra di Heimlich) per il soffocamento da ostruzione delle vie aeree. Si stima che nei soli Stati Uniti tale manovra abbia salvato oltre 50.000 persone. Al momento della sua morte stava eseguendo ricerche sull’AIDS e sui tumori. È morto in seguito a complicazioni dopo un attacco cardiaco.

Otto Warmbier, 22

Non era né un politico, né uno scienziato, né un attore né un artista. Ma la sua storia ha scosso l’opinione pubblica per la sua drammaticità. Otto era un semplice studente curioso, con la vita davanti a sé, forse un po’ incosciente, come spesso lo sono i giovani a quell’età. Un’incoscienza che gli è costata la vita. Arrestato con l’accusa di avere rubato un poster del dittatore Kim Jong-un durante un viaggio turistico nella Corea del Nord, è stato condannato a quindici anni di lavori forzati. Il 13 giugno 2017 è stato rilasciato dal governo nordcoreano in stato comatoso e riportato nella casa dei genitori, dove è morto cinque giorni dopo. La sua identità ebraica – per motivi di sicurezza – non era stata inizialmente resa nota. L’ha rivelata in seguito la sua famiglia, non particolarmente osservante ma molto attaccata alle sue origini.

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