di Pietro Baragiola
Il video che sostiene falsamente che un sopravvissuto alla strage di Bondi Beach sia solamente un attore pagato continuerà a rimanere online su YouTube. Lo ha confermato Rachel Lord, responsabile di Google Australia, durante l’inchiesta parlamentare sulla diffusione dell’antisemitismo nel Paese, tenutasi martedì 7 luglio.
L’inchiesta, avviata dopo l’attacco terroristico contro la celebrazione di Hanukkah di Sydney del 14 dicembre 2025 costato la vita a 15 persone, sta esaminando il ruolo delle piattaforme digitali nella diffusione di propaganda antisemita.
Il caso Ostrovsky

Al centro dell’udienza c’è il caso di Arsen Ostrovsky, sopravvissuto alla strage, rimanendo solo ferito alla testa. Due ore dopo l’attacco, una fotografia che lo ritraeva con il sangue che gli scorreva sul volto è stata pubblicata sui social e ha dato origine ad una campagna di disinformazione culminata in un video pubblicato su YouTube.
Nel filmato in questione, quattro individui sostengono che Ostrovsky fosse un “crisis actor”, termine usato negli ambienti complottisti per indicare una persona ingaggiata per fingere di essere vittima di un attentato, e il sangue sulla sua testa sarebbe stato semplice trucco cinematografico.
Gli utenti del video definiscono Ostrovsky uno “strumento dell’intelligence”, ricordano un suo presunto passato nel mondo del teatro, lo descrivono come “sionista” e sostengono, senza alcuna prova, che l’attentato sia stata una “false flag operation”, organizzata per manipolare l’opinione pubblica.
Interrogata su queste affermazioni durante l’udienza, Rachel Lord ha spiegato che la decisione di mantenere il video online è stata approvata dai “livelli molto alti dell’azienda”.
“Abbiamo dedicato diverso tempo a riflettere su dove tracciare il confine e continuiamo a rivalutare costantemente queste decisioni” ha dichiarato Lord.
L’avvocato Richard Lancaster, incaricato di raccogliere le prove dell’inchiesta, ha evitato di mostrare il video in aula, limitandosi a leggerne la trascrizione, ma ha colto l’occasione per contestare duramente la scelta di YouTube: “il fatto che questo video sia ancora online dimostra una grave carenza nelle linee guida della piattaforma contro i contenuti d’odio.”
A queste affermazioni, Lord si è limitata a rispondere di “apprezzare il feedback”.

L’odio online dopo l’attentato
L’inchiesta parlamentare aveva già ascoltato Arsen Ostrovsky il mese scorso. Nel corso della sua testimonianza il sopravvissuto ha raccontato di essere stato bersaglio, dopo l’attentato, di una massiccia campagna di odio online.
“Sono stato preso di mira con insulti diffamatori e immagini manipolate attraverso l’intelligenza artificiale” ha ammesso ai parlamentari.
Tra i materiali acquisiti dall’inchiesta figura infatti un’immagine generata con l’IA che mostra Ostrovsky sorridere mentre qualcuno gli applica sangue finto sulla testa, alimentando ulteriormente la teoria complottista.
Google ha ricordato che, tre giorni dopo la strage, YouTube aveva informato il Commissario australiano per la sicurezza online di essere impegnato a garantire agli utenti “l’accesso a informazioni di alta qualità” sull’attentato, eppure, nonostante ciò, il video continua a essere disponibile sulla piattaforma.
L’inchiesta parlamentare proseguirà nelle prossime settimane per valutare il grado di responsabilità delle piattaforme digitali nella diffusione dell’antisemitismo e della disinformazione dopo l’attacco.



