Poliziotti a Vienna

Vienna, a tre settimane dall’attentato alla sinagoga, rabbino aggredito da una donna col coltello

Mondo

di Roberto Zadik
Nonostante la pandemia il terrorismo non si ferma e poche settimane dopo l‘attentato alla sinagoga, Vienna torna ad essere bersaglio di violenza anti-ebraica. Venerdì 27 novembre il sito del Crif (Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche francesi) ha pubblicato la notizia secondo la quale un rabbino viennese sarebbe stato assalito senza nessun motivo da una donna armata di coltello. Secondo la polizia, prima di darsi alla fuga, la sconosciuta, di età intorno ai 50 anni e vestita con un cappotto grigio l’avrebbe minacciato con alcune frasi antisemite.

In seguito dopo le parole pare che sia passata ai fatti, estraendo un coltello dalla borsetta. Decisa nella sua violenza ha tirato un calcio alla gamba della sua vittima, per poi strappargli dalla testa la sua kippà dopo aver fatto cadere il cappello a terra. Fortunatamente sembra che il rabbino non abbia dichiarato alle forze dell’ordine di non aver riportato alcuna ferita derivante dall’aggressione. Stando a quanto ha dichiarato alla tv della principale organizzazione ebraica a Vienna, l’assalitrice ha gridato “massacrate tutti gli ebrei”. Purtroppo l’autrice del folle gesto non è stata ancora rintracciata nonostante la polizia abbia perlustrato tutta la zona dell’accaduto anche se senza alcun risultato.

In tema di reazioni istituzionali, il Ministro degli Interni austriaco Karl Nehammer,  ha condannato l’attacco definendolo “misfatto contro la vita ebraica viennese” proseguendo, dopo aver deciso l’aumento delle misure di sicurezza intorno alla sinagoga, “non ci sarà nessuna tolleranza per l’antisemitismo che sia di matrice politica o religiosa”.

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