Ucraina e Romania, lapidi vandalizzate nei cimiteri ebraici

di Paolo Castellano

Non si fermano gli attacchi ai cimiteri ebraici europei. Come già avvenuto in altri paesi, recentemente le forze dell’ordine di Romania e Ucraina hanno scoperto nuovi atti di vandalismo e si indaga per capire se il gesto sia stato a sfondo razziale.

Come riporta il Jerusalem Post, il 6 giugno, il Centro per il Monitoraggio e la Lotta all’antisemitismo in Romania ha dichiarato di aver scoperto un atto vandalico a Ploiești, una città che si trova vicino a Bucarest. Lì molte lapidi del cimitero ebraico locale sono state rovesciate, comprese quelle più recenti che risalgono al 2009.

Mentre in Ucraina, la Comunità ebraica nazionale ha dichiarato che il 3 giugno sono andate in frantumi 10 tra le 60 lapidi del cimitero ebraico di Radvanka, un villaggio dell’Ucraina occidentale nella periferia di Uzhgorod. Non solo, in un altro cimitero ucraino senza recinzione in collina si è presentato lo stesso problema, lo ha comunicato venerdì 4 giugno un rappresentante della minoranza ebraica.

Entrambi gli episodi sono stati denunciati e per il momento non è stato trovato nessun colpevole da parte della polizia.

Nel 2012, il Consiglio d’Europa, un’organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti umani, l’identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa, ha adottato una risoluzione non vincolante che invita i governi a impegnarsi nella cura dei cimiteri ebraici.

La risoluzione si è basata su un’indagine secondo cui i luoghi di sepoltura ebraici siano “presumibilmente” più vulnerabili di altri cimiteri. Il documento sostiene che oltre a essere esposti ad attacchi vandalici, anche per motivi antisemiti, parecchi cimiteri ebraici nell’Est Europa siano stati trasformati in “aree residenziali, giardini pubblici, parchi di divertimento, terreni dell’esercito, siti di stoccaggio e persino in laghi artificiali”.

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