Strage di Tolosa/ Mohammed Merah, l’assedio continua

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Scaduto l’ultimatum della mezzanotte di mercoledì 21 marzo, continua l’assedio di Mohammed Merah. Da due giorni le forze speciali della polizia francese stanno tentando di far uscire il giovane dalla sua abitazione in cui è asserragliato da martedì. Nella notte secondo i testimoni, ci sono uditi spari ed esplosioni e secondo il ministero dell’Interno francese, non è certo che il giovane sia ancora vivo.

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Mohammed Merah, il 24enne francese di origini algerine, sospettato dell’ omicidio di tre soldati francesi e della strage alla scuola ebraica di Tolosa è ancora asserragliato in casa. Da questa mattina è tenuto sotto assedio dalle forze di polizia che gli hanno dato l’ultimatum alla mezzanotte di mercoledì 21 marzo, per uscire e arrendersi.

Merah era pronto ad uccidere ancora, proprio oggi, un altro militare e altri due nei prossimi giorni.

Si sa che il giovane aveva legami con Al Qaeda e che recentemente era stato nella regione al confine tra Pakistan e Afghanistan – una zona ad alta densità di jihadisti, dove probabilmente si è avvicinato al terrorismo.
Nella auto di Merah sono state trovate numerose armi, mentre nella sua abitazione, poco lontana dalla scuola ebraica, si sa che sono presenti un revolver calibro 11.43, un kalashnikov da assalto e un mitragliatore israeliano uzi. Nella casa del fratello, attualmente in arresto e anche lui legato agli ambienti del terrorismo islamico, è stata trovata della polvere esplosiva.

Secondo quanto riportato dalla polizia, Merah ha rivendicato l’attacco al liceo ebraico sostenendo di aver voluto “vendicare i bambini palestinesi”. “I giudei hanno ammazzato i nostri fratelli e le nostre sorelle in Palestina” ha detto.

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Secondo quanto rivelato dal Ministro dell’interno francese, Claude Guéant, il killer della scuola ebraica di Tolosa portava al collo una videocamera  “go pro” con cui avrebbe registrato le immagini della strage. Questo elemento, ha dichiarato Guéant, confermerebbe il profilo psicologico del killer: “una persona di sangue freddo, consapevole dell’azione che stava compiendo, tanto da registrare gli eventi e poi rivederli e magari diffonderli”

Ma quella che sembrava una pista certa, quella neonazista, già da ieri sera, con il passare delle ore è sembrata indebolirsi. Questa almeno l’impressione che si ricavava leggendo le pagine dell’ Express, ieri sera. La strage di matrice neonazista era avvalorata da pochi ma incisivi dettagli; ma gli inquirenti avevano tenuto aperte anche altre strade, compresa quella dell’atto terroristico e del serial killer.

E infatti le notizie di questa mattina (21 marzo) propongono uno scenario diverso. Da Tolosa giunge la notizia di un blitz delle forze speciali di polizia francesi, contro un uomo di 24 anni franco-algerino, sospettato di aver commesso la strage davanti alla scuola ebraica. Secondo il ministero dell’Interno, l’uomo„« è stato accerchiato dentro un edificio, non lontano dalla scuola ebraica, e avrebbe rivendicato la sua appartenenza ad Al Qaeda. Durante il blitz, tre poliziotti sono rimasti leggermente feriti. Alcuni testimoni riferiscono di aver sentito sei o sette colpi di arma da fuoco durante l’operazione, mentre un giornalista sul posto racconta di aver visto la polizia equipaggiata con elmetti e giubbotti antiproiettile. Il blitz si è svolto non lontano dalla scuola ebraica in cui sono state uccise a sangue freddo tre bambini e un giovane rabbino. Secondo le indiscrezioni ci sono buone possibilità che il sospetto braccato dalla polizia sia l’assassino della scuola. Era nel mirino dell’intelligence francese sin da subito dopo l’assassinio dei tre parà di Montauban, la scorsa settimana.

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