Stormfront: confermata (ma attenuata) la condanna

Sono state confermate in appello, ma con lievi riduzioni, le condanne inflitte ai quattro espinenti di Stormfront, il sito attraverso il quale i giovani sono accusati di aver promosso e diretto un gruppo il cui fine era l’incitamento all’odio razziale, anche mediante la diffusione di scritti .

I giudici della II Corte d’appello di Roma hanno inflitto 2 anni e mezzo di carcere a Daniele Scarpino, e 2 anni e 2 mesi ciascuno a Diego Masi, Luca Ciampaglia e Mirko Viola. Nei loro confronti, revocate anche le misure cautelari in atto (tre erano sottoposti agli arresti domiciliari; uno aveva l’obbligo di firma). I quattro erano stata arrestati nel novembre del 2012 mentre le forze dell’ordine compivano numerose perquisizioni in tutta Italia per mettere a questa rete di nazisti italiani.

Nell’aprile dello scorso anno, all’esito del processo col rito abbreviato, il gup Carmine Castaldo, aveva condannato: Scarpino, milanese di 24 anni (ritenuto l’ideologo del gruppo), a 3 anni di reclusione; Masi (30 anni, di Ceccano in provincia di Frosinone) e Ciampaglia (23 anni, di Atri in provincia di Teramo), entrambi moderatori del forum, a 2 anni e mezzo; Viola, (42 anni, di Cantù in provincia di Como) a 2 anni e 8 mesi.

I quattro giovani erano sotto processo perché accusati di essersi associati in quanto «accomunati da una vocazione ideologica d’estrema destra nazionalsocialista» – si legge nel capo d’imputazione – al fine «di commettere più delitti di diffusione d’idee online e tramite volantinaggio, fondati sulla superiorità della razza bianca, sull’odio razziale, etnico e d’incitamento a commettere atti di discriminazione e di violenza per motivi razziali ed etnici»

Secondo l’accusa, tra il 2011 e il 2012, sul forum italiano di Stormfront, attraverso l’uso di pseudonimi, avrebbero diffuso «messaggi, volantini, immagini, video e registrazioni audio, inerenti a tematiche identitarie, al negazionismo dell’olocausto e alle adozioni internazionali, caratterizzati dalla superiorità della razza bianca, dal rancore nei confronti di chi aiuta gli immigrati, dei giornalisti che criticano coloro che plaudono alle SS, degli ebrei, dei negri, dei rom, dei nomadi, degli appartenenti alle forze dell’ordine e alla magistratura, nonché degli esponenti politici di sinistra sensibili alle esigenze degli immigrati e delle persone di altre razze».

In giudizio, quali parti civili (da risarcire) erano costituiti, tra gli altri, il ministero dell’interno, la presidenza del Consiglio dei ministri, la Comunità ebraica, magistrati, giornalisti e Roberto Saviano.