Stop all’antisemitismo nel Labour. Licenziato membro del partito per tweet complottista su Israele

di Paolo Castellano

Da quando Keir Starmer ha assunto la guida del Partito Laburista inglese è stato chiaro fin da subito che avrebbe contrastato l’antisemitismo all’interno del proprio gruppo politico per riconquistare la fiducia della base ebraica – e non solo. Starmer sta rispettando i patti e il 25 giugno ha deciso di licenziare Rebecca Long-Bailey, importante membro laburista, per aver condiviso una teoria complottista su Israele all’interno del proprio profilo Twitter.

Come riporta The Algemeiner, il 29 giugno Starmer ha rilasciato un’intervista televisiva in cui ha ribadito la sua tolleranza zero nei confronti dell’antisemitismo, compreso il complottismo su Israele e sugli ebrei.

«Non voglio mai più leggere nella stessa frase “Partito Laburista” e “antisemitismo”», ha dichiarato Starmer al programma televisivo britannico Good Morning Britain. «Ho ritenuto antisemita il tweet di Rebecca Long-Bailey. Le ho chiesto di cancellarlo, ma non è successo», ha poi rivelato il segretario del Labour. Starmer ha dunque ribadito il suo impegno nel ripulire il Partito Laburista dagli atteggiamenti antisemiti che hanno contribuito alla sconfitta elettorale del suo predecessore Jeremy Corbyn, più volte accusato dai suoi sottoposti e dalla stampa inglese di aver fatto poco contro gli atteggiamenti anti-ebraici e anti-israeliani del suo partito.

Il caso del segretario ombra all’Istruzione cacciato dal Labour per un tweet complottista

Il 25 giugno, c’è stato un nuovo terremoto politico in casa Labour. Il leader del Partito Laburista, Keir Starmer, ha infatti deciso di licenziare il segretario ombra all’Istruzione, Rebecca Long-Bailey, per aver condiviso un articolo del The Independent su Twitter in cui si afferma che Israele è responsabile della brutalità della polizia americana contro le minoranze degli Stati Uniti. Le accuse senza fondamento e prove di conferma contro lo Stato israeliano sono state fatte da Maxine Peake, star e attrice della televisione britannica con un passato politico legato agli ambienti comunisti.

«Il razzismo sistemico è un problema globale. Le tattiche usate dalla polizia in America, come il ginocchio sul collo di George Floyd, sono state apprese nei seminari con i servizi segreti israeliani», queste le dichiarazioni della Peake al giornale inglese. Tuttavia, The Independent ha corretto le affermazione dell’attrice inglese: «È vero che i funzionari delle forze dell’ordine statunitensi si sono addestrati in Israele, ma nulla suggerisce che questo addestramento riguardi le tattiche citate nell’articolo».

Dopo essere stata criticata da Starmer per la condivisione dell’articolo complottista, Long-Bailey si è giustificata, sostenendo che il testo fosse interessate tranne la parte cospirazionista su Israele: «Ho ritwittato l’articolo di Maxine Peake per i suoi significativi risultati e per la sua spinta al dibattito all’interno del Partito Laburista. Non intendeva essere un’approvazione di tutti gli aspetti dell’articolo».

Di diverso parere Starmer che dopo un’inascoltata richiesta di rimozione del contenuto complottista ha deciso di licenziare l’importante membro del Labour.