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Il Regno Unito chiede ai social media di adottare la definizione di antisemitismo dell’IHRA

Mondo

di Ilaria Ester Ramazzotti
In Gran Bretagna, il ministro per il digitale, la cultura, i media e lo sport Oliver Dowden ha chiesto che le cinque principali società e piattaforme di social media adottino e attuino la definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). In una lettera inviata la scorsa settimana a Facebook, società che possiede anche Instagram, a Twitter, a Google che possiede anche YouTube, a Snapchat e a TikTok, Dowden ha parlato della preoccupante crescita di antisemitismo online registrata di recente. Un’operazione simile era stata fatta da Israele nel febbraio di quest’anno.

“Il governo è impegnato ad affrontare coloro che diffondono opinioni estremiste e che promuovono la violenza, l’odio e la divisione contro gli individui e le comunità nella nostra società”, compresa “la diffusione di contenuti antisemiti online che possono incitare all’odio e alla divisione contro la comunità ebraica”, ha scritto Dowden, come riporta il Jerusalem Post.

Come comunicato dal Community Security Trust, organizzazione che monitora l’antisemitismo e organizza servizi di sicurezza, alcune “statistiche evidenziano il ruolo delle piattaforme nel consentire la diffusione di questo tipo di materiale dannoso – ha sottolineato il ministro -. È in questo contesto che vorrei incoraggiarvi fortemente ad adottare la definizione e a considerare la sua applicazione pratica nello sviluppo delle politiche e delle procedure della vostra azienda”. “La definizione non è legalmente vincolante, ma per le organizzazioni è uno strumento prezioso per capire come si manifesta l’antisemitismo nel XXI secolo e come affrontarlo”, ha aggiunto.

Dal lato delle organizzazioni ebraiche britanniche che si impegnano a combattere l’odio online, il Board of Deputies si è espresso a favore l’iniziativa intrapresa da Dowden. “Il Board of Deputies – ha dichiarato la presidente di questa organizzazione Marie van der Zyl – è stato chiaro in tutti gli incontri [avvenuti] con le società di social media: se vogliono veramente combattere l’antisemitismo sulle loro piattaforme, devono adottare la definizione IHRA di antisemitismo come parte dei loro standard aziendali e usarla quando prendono in considerazione segnalazioni di antisemitismo”. “Siamo determinati a garantire che gli utenti ebrei dei social media siano liberi di godersi lo spazio online senza timore di essere presi di mira dall’odio”.

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