Risoluzione ONU contro Israele: indagine permanente su presunti crimini di guerra ed embargo armi

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di Paolo Castellano

Non era mai accaduto in passato, ma il 27 maggio il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC) ha creato un’investigazione permanente su uno Stato membro per accertare presunte violazioni dei diritti umani. La risoluzione approvata con una votazione 24-9 ha stabilito che Israele sarà sotto indagine a seguito dell’operazione militare “Guardiani delle mura”.

Come riporta Jerusalem Post, le indagini verteranno sui presunti crimini di guerra, avvenuti prima e dopo la recente escalation contro Hamas e Jihad Islamica palestinese a Gaza, che ha visto piovere sullo Stato ebraico più di 4mila razzi.

La delibera UNHRC chiede anche un embargo sulle forniture di armi agli israeliani. La mozione è stata proposta dall’Autorità Palestinese e dal Pakistan per conto dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica.

14 paesi su 47 membri si sono astenuti durante la votazione contro Israele, permettendo l’approvazione del testo di condanna con una risicata maggioranza (un voto in più). Nessuno dei paesi dell’Unione europea ha sostenuto la misura.

Le nazioni che hanno votato contro la risoluzione sono: Austria, Bulgaria, Camerun, Repubblica Ceca, Germania, Malawi, Isole Marshall, Regno unito e Uruguay. Mentre Bahamas, Brasile, Danimarca, Figi, Francia, India, Italia, Giappone, Nepal, Paesi Bassi, Polonia, Corea del Sud, Togo e Ucraina si sono astenuti.

Questa votazione segna un precedente storico all’UNHRC ovvero la creazione di una missione permanente di accertamento dei fatti su uno dei membri dell’ONU. Preso atto di ciò, il ministro degli Esteri israeliano Gabi Ashkenazi ha immediatamente dichiarato di non aver intenzione di collaborare alle investigazioni.

«La vergognosa decisione di oggi è un altro esempio della palese ossessione anti-israeliana del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite», ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

«Ancora una volta, un’immorale maggioranza automatica al Consiglio imbianca un’organizzazione terroristica genocida che prende deliberatamente di mira i civili israeliani mentre trasforma i civili di Gaza in scudi umani. Questo mentre si raffigura come “colpevole” una democrazia che agisce legittimamente per proteggere i sui cittadini da migliaia di attacchi missilistici indiscriminati. Questa farsa si fa beffe del diritto internazionale e incoraggia i terroristi in tutto il mondo».

Ibrahim Khraishi, ambasciatore dell’Autorità Palestinese alle Nazioni Unite, ha dichiarato che i palestinesi hanno il diritto di difendersi come Israele: «Rifiutiamo l’affermazione secondo cui Israele abbia il diritto alla legittima difesa quando i palestinesi non hanno diritti».

«Siamo sotto occupazione e il diritto internazionale ci garantisce il diritto alla difesa e all’utilizzo di tutto quello che è alla nostra portata in conformità al diritto internazionale. Gli eventi dell’ultima settimana hanno inviato un messaggio al mondo mostrando che i palestinesi sono sotto attacco».

Nel dibattito che ha preceduto la votazione, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha detto che le azioni israeliane potrebbero già essere configurate come “crimini di guerra”. Tuttavia, Bachelet ha riconosciuto che l’associazione terroristica Hamas abbia causato morti e feriti nel Sud di Israele e che i suoi “razzi sono stati lancianti indiscriminatamente e non hanno fatto distinzioni tra obiettivi militari e civili, e il loro utilizzo costituisce una chiara violazione del diritto internazionale umanitario». Tra le violazioni di Hamas c’è la deliberata scelta di installare piattaforme di lancio missili tra le residenze civili.