Musulmani di New York lanciano una campagna anti-BDS in risposta a Mamdani

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di Michael Soncin
La coalizione “Unbreakable Bond” punta a raccogliere 500mila dollari da investire in obbligazioni israeliane, con l’obiettivo di promuovere la convivenza e contrastare il movimento per il boicottaggio di Israele. Secondo Drammeh, attivista musulmano filo-israeliano e tra i promotori dell’iniziativa, boicottare Israele finisce per danneggiare anche i palestinesi e gli arabi israeliani. (Delegazione musulmana filo-israeliana alla parata annuale in onore di Israele a New York, il 31 maggio 2026. Crediti Fotografici: Luke Tress/Times of Israel)

Una coalizione di organizzazioni musulmane di New York ha lanciato una campagna per contrastare il movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele. Il nuovo gruppo, denominato “Unbreakable Bond”, afferma che l’iniziativa intende sostenere Israele, i cittadini arabi israeliani e i lavoratori palestinesi impiegati da aziende israeliane, nella convinzione che i legami economici favoriscano dialogo e cooperazione anziché divisioni.

La coalizione, di cui fanno parte l’American Muslim & Multifaith Women’s Empowerment Council (AMMWEC), il Muslim Women Speakers Bureau, il Global Youth Unity Project (GYUP), Abraham PRC e Muslims Israel Dialogue, punta a raccogliere almeno un dollaro da 500mila sostenitori entro il 9 ottobre. Le risorse saranno investite in obbligazioni israeliane e i rendimenti destinati a quattro organizzazioni impegnate nella convivenza: Sharaka, il Centro interreligioso di Gerusalemme, il Movimento per la lotta all’antisemitismo (CAM) e Debate for Peace. Il CAM ha confermato il proprio sostegno all’iniziativa, definendola un modo per contrastare il BDS e rafforzare la collaborazione tra musulmani ed ebrei.

La risposta a Mamdani

La campagna sarà lanciata ufficialmente con un evento virtuale nel ventunesimo anniversario della nascita del movimento BDS. Secondo Sheikh Musa Drammeh, attivista musulmano filo-israeliano e tra i promotori dell’iniziativa, il progetto nasce anche come risposta alle posizioni del sindaco di New York Zohran Mamdani, sostenitore del BDS.

Musa Drammeh a un evento per gli ostaggi israeliani (Crediti Fotografici: Luke Tress/Times of Israel)

«È musulmano e New York ospita le più grandi comunità musulmana ed ebraica. Alcuni di noi hanno deciso di opporsi apertamente a questa impostazione, altrimenti rischia di diventare la normalità», ha dichiarato Drammeh al Times of Israel. L’attivista ha ricordato che lui e altri membri della coalizione hanno partecipato negli anni alla parata per Israele a New York, visitato lo Stato ebraico e preso parte alla Marcia dei Vivi ad Auschwitz. «Così come esistono ebrei anti-israeliani e antisionisti, cresce anche una comunità musulmana che non condivide posizioni anti-israeliane o antisioniste. Il BDS ha fallito e non può essere tollerato», ha affermato.

Investire in Israele

Secondo Drammeh, boicottare Israele finisce per danneggiare anche i palestinesi e gli arabi israeliani. A maggio una votazione del movimento BDS in un’importante cooperativa alimentare di Brooklyn ha preso di mira aziende coinvolte in iniziative di convivenza israelo-palestinese, programmi a favore della comunità LGBTQ e imprese a conduzione familiare che impiegano personale di diversa provenienza. Quattro delle otto aziende interessate dal boicottaggio erano gestite da arabi israeliani oppure commercializzavano prodotti provenienti da stabilimenti di proprietà araba.

Per questo la coalizione investirà in obbligazioni israeliane, considerate un investimento sicuro e un segnale concreto di sostegno allo Stato ebraico. «Questo è un incoraggiamento globale a investire in Israele. Vogliamo che le aziende israeliane e i titoli di Stato israeliani siano considerati un’opportunità di investimento valida, proprio come negli Stati Uniti. Stiamo aprendo la strada per normalizzare gli investimenti e far conoscere Israele», ha concluso Drammeh.