L’ombra di Hitler sull’amministrazione tedesca

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di Marina Gersony

germaniaIl nazismo ha continuato a esercitare la sua influenza dopo la Seconda Guerra Mondiale? E se sì, in che modo? Alcuni ricercatori storici di Monaco, Berlino e Potsdam stanno esaminando la questione dal dicembre del 2014, spulciando tra gli archivi e le fonti a disposizione. Emerge così che il governo tedesco occidentale abbia ignorato o chiuso un occhio sul passato di molti ufficiali nazisti delle cui prestazioni aveva ancora bisogno.

I responsabili dell’amministrazione pubblica avevano infatti la possibilità di scegliere tra funzionari tedeschi assunti dagli alleati, quindi senza legami con il partito nazista, e burocrati tedeschi tornati in patria dopo essere fuggiti durante la guerra. Alla fine nella scelta ha prevalso l’esperienza e il “know how”. Di fatto, più della metà dei dipendenti del Ministero federale tedesco degli Interni, istituito dopo la Seconda Guerra Mondiale, erano ex membri del partito nazista.

«Al momento i funzionari che avevano lavorato su questioni legali e amministrative erano di solito ex membri del partito nazista», ha confermato Günther Frieder, uno dei ricercatori, in un’esaustiva inchiesta di Polina Garaev, corrispondente de i24news in Germania.

(http://www.i24news.tv/fr/actu/international/europe/94250-151202-le-nazisme-dans-l-administration-allemande-n-est-pas-mort-avec-hitler)

I risultati preliminari dello studio, che dovrebbe essere completato nel 2018, mostrano che in media il 54% dei dipendenti assunti da parte del nuovo dipartimento erano ex membri del Partito Nazista (NSDAP). Nel 1961, due terzi dei lavoratori hanno avuto un trascorso nazista. Il 6% di loro era passato alle nuove funzioni direttamente dal Ministero degli Interni del Terzo Reich. Per il resto, il numero medio di ex membri NSDAP in altri dipartimenti esaminati non supera il 30%. Risultati inquietanti se si pensa all’influenza di questo ministero, responsabile praticamente di tutto: salute pubblica, cultura, sicurezza interna e questioni costituzionali. «Sapevamo che c’era una certa continuità, ma non a questo punto», ha dichiarato Frieder.

Su questo tema, segnaliamo un bellissimo film, Labyrinth of Lies, distribuito da Good Films e presentato lo scorso anno al Festival di Toronto, la cui uscita in Italia è prevista per il 2016. Opera prima del regista milanese di nascita e tedesco d’adozione, Giulio Ricciarelli, il film racconta – basandosi su fatti realmente accaduti – di come varie istituzioni tedesche, negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, abbiano complottato per occultare i crimini di Auschwitz. Sarà un giovane procuratore idealista nella Francoforte del 1958 a imbattersi in alcuni documenti che lo aiuteranno a smascherare ex membri delle SS: nazisti travestiti da brave persone che continuano a servire impuniti il governo o a occupare posizioni di rilievo nei gangli delle istituzioni e nella società civile. Ben saldi sulle loro poltrone.

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