Lo Stato di New York vende le sue azioni di Unilever in boicottaggio dell’affiliata Ben&Jerry

Mondo

di David Fiorentini
Lo Stato di New York ha annunciato che ritirerà gli 111 milioni di dollari investiti in partecipazioni Unilever, a causa della decisione dell’affiliata Ben & Jerry’s di boicottare gli insediamenti israeliani.

La decisione è stata resa pubblica dal Revisore di Stato Tom DiNapoli, che gestisce i 263 milioni di dollari del Common Retirement Fund, il terzo fondo pensionistico più grande degli Stati Uniti. Secondo DiNapoli, la posizione di Ben & Jerry’s ha violato le normative vigenti contro il movimento BDS (Boycott, Divestment and Sanction), dunque lo Stato di New York è legalmente tenuto a terminare ogni relazione economica con l’azienda produttrice di gelati.

“Dopo un esame approfondito, il New York State Common Retirement Fund cederà le sue partecipazioni di Unilever PLC. La nostra revisione delle attività dell’azienda e della sua sussidiaria Ben & Jerry’s ha scoperto che queste sono impegnate in attività di BDS”, ha dichiarato DiNapoli al New York Post.

Non è bastata la lettera inviata lo scorso Agosto dall’AD di Unilever Alan Jope all’ufficio di DiNapoli, in cui il dirigente ha provato a difendere le ragioni della sua azienda e a sottolineare il suo impegno nel mercato israeliano, dove impiega quasi 2000 persone.

“Abbiamo accolto con enfasi questa decisione di rimanere in Israele e abbiamo cercato di gestire la questione nel modo più rispettoso e sensibile possibile”, ha tentato di giustificare l’Amministratore Delegato.

La cessione è stata accolta con favore, invece, da numerose organizzazioni ebraiche, in particolare dall’American Jewish Committee (AJC). Nelle parole del suo responsabile legale Marc Stern: “Il Revisore DiNapoli ha dimostrato che il boicottaggio di Israele ha delle conseguenze, il fallimento della Unilever nell’annullare l’incauta decisione di Ben & Jerry’s di smettere di vendere i propri gelati in Cisgiordania contravviene alle leggi statali in tutti gli Stati Uniti.”

Con questa presa di posizione, New York segue l’esempio di Florida, Texas, New Jersey e Arizona che nelle scorse settimane hanno già annunciato mosse analoghe.

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