Le elezioni in Olanda e i riflessi sugli ebrei e Israele

Mondo

di Nathan Greppi

Nell’ultimo anno, la politica olandese ha riservato non poche sorprese ai commentatori internazionali: dopo che alle elezioni del 30 maggio per il Senato si era affermato come primo partito il BBB, fondato per rappresentare gli agricoltori contrari alle politiche ambientaliste, alle elezioni legislative di mercoledì 22 novembre è stato il turno del leader di destra Geert Wilders, noto per le sue posizioni fortemente antislamiste ed euroscettiche, che con il suo Partito per la Libertà (PVV) ha ottenuto oltre il 23% dei voti, nonostante fosse dato in svantaggio secondo i sondaggi.

Il risultato fa sì che Wilders abbia la responsabilità di scegliersi degli alleati per formare il nuovo governo. Dietro di lui, arrivano rispettivamente al secondo e terzo posto la coalizione tra laburisti e verdi, guidata da Frans Timmermans, e il VVD, partito liberalconservatore del premier uscente Mark Rutte.

Rapporti con ebrei e Israele

In un video in cui Wilders esulta dal suo ufficio per la vittoria ottenuta, si vede sullo sfondo una bandiera israeliana appesa al muro. Infatti, da anni si dichiara forte sostenitore dello Stato Ebraico, al contrario dei partiti di sinistra e ambientalisti, tradizionalmente filopalestinesi. E già nel giugno 2013, durante un discorso tenuto durante una conferenza a Los Angeles, disse di voler spostare l’ambasciata olandese in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme.

Queste sue posizioni hanno radici profonde nella sua formazione politica: da giovane ha vissuto per un anno come volontario a Tomer, moshav e insediamento israeliano in Cisgiordania. Inoltre, dal 1992 Wilders è sposato con un’ebrea, l’ex-diplomatica ungherese Krisztina Márfai.
In passato le sue posizioni gli hanno attirato le simpatie di una parte degli ebrei olandesi. Tuttavia, in passato il PVV ha preso delle posizioni che hanno suscitato proteste da parte della comunità ebraica: tra il 2011 e il 2012, appoggiarono l’introduzione del divieto di praticare la macellazione rituale kasher, così come di quella halal per i musulmani. In tale occasione, il rabbinato olandese dichiarò che “non si può essere nello stesso tempo amici di Israele e del popolo ebraico e sostenere leggi anti-ebraiche”.

Un altro punto di rottura con la comunità avvenne nel 2014 quando, durante un comizio in vista delle elezioni europee, incitato da suoi sostenitori disse che avrebbe fatto in modo che ci fossero “meno marocchini” nei Paesi Bassi. Se prima diversi ebrei trovavano condivisibile la sua opposizione all’integralismo islamico e alla criminalità, in molti non potevano accettare che si prendesse di mira con toni razzisti un intero gruppo senza distinzioni.