“Se mio figlio ha partecipato agli attentati di Hamas lo ammetterete?”: lo scherzo all’ufficio ammissioni di Harvard

Mondo

di Pietro Baragiola
L’ufficio ammissioni dell’università di Harvard è caduto vittima di uno scherzo telefonico realizzato dalla giornalista satirica israeliana Racheli Rottner che si è finta la madre di un terrorista di Hamas interessata a sapere se la partecipazione del figlio al massacro del 7 ottobre possa migliorare le sue possibilità di entrare nel rinomato ateneo.

Racheli Rottner

Questo scherzo è stato ispirato dalle numerose critiche che nelle ultime settimane sono state rivolte a diverse università americane per la loro mancata condanna dei crimini di Hamas e per il sostegno che molti studenti hanno espresso pubblicamente nei confronti dell’organizzazione terroristica, portando ad un aumento preoccupante degli episodi antisemiti nei campus.

Pubblicato online domenica 12 novembre sotto forma di filmato animato per il sito israeliano Mako, lo scherzo è stato poi condiviso su YouTube dove ha ottenuto milioni di visualizzazioni in meno di 24 ore.

Lo scherzo ad Harvard

Dopo gli eventi del 7 ottobre Rottner è stata incaricata di sostituire i redattori delle diverse rubriche di Mako, senza però avere mai l’occasione di raccontare gli eventi attraverso il suo peculiare taglio satirico.

“Fu così che mi venne l’idea di fare uno scherzo telefonico che fosse legato alla guerra senza che la riguardasse direttamente” ha affermato la giornalista, spiegando che, nonostante il suo primo istinto fosse quello di rivolgere lo scherzo direttamente ad Hamas, sarebbe stata un’impresa troppo ardua.

L’ispirazione per Harvard le arrivò dopo aver visto un’intervista in cui l’attrice ebrea americana Mayim Bialik affermava che, a causa dell’aumento degli episodi antisemiti in America e specialmente nell’università di Harvard (dove si è laureata), si sentiva una straniera nel suo stesso paese. Anche molti altri ex alunni del rinomato ateneo tra cui l’ex ministro del Tesoro Larry Summers e il senatore repubblicano Ted Cruz hanno considerato inaudito che, a meno di 24 ore dall’attacco del 7 ottobre, 33 associazioni studentesche di Harvard avessero firmato una lettera aperta accusando Israele come “la vera responsabile di tutte le violenze”.

La presidentessa di Harvard, Claudine Gray, ha tentato di sedare la situazione, condannando personalmente le atrocità commesse da Hamas e dichiarando che “le prese di posizione di gruppi studenteschi, anche numerosi, non rispecchiano l’opinione dell’ateneo”. Ciononostante, le manifestazioni antisemite sono aumentate sempre più, portando molti importanti donatori ebrei a minacciare di tagliare i fondi devoluti all’università per un totale di decine di milioni di dollari.

Fu così che la Rottner cominciò a pianificare lo scherzo, scegliendo di interpretare il personaggio di “Jamaa” una donna che chiama per conto del figlio “Hameed”, terrorista di Hamas, nella speranza di ottenere una borsa di studio per il suo notevole “attivismo politico”.

“Voglio solo sottolineare ancora una volta che si tratta di una vera e propria chiamata all’ufficio ammissioni. Molte persone sono rimaste talmente sbalordite che mi hanno chiesto se si trattasse di uno sketch ma è reale” ha confermato Rottner, spiegando che nonostante il responsabile dell’ufficio ammissioni fosse chiaramente a disagio è rimasto in linea fino alla fine.

“Mi aspettavo che riagganciasse la cornetta molto presto e non l’ha fatto, portandomi così ad aggiungere domande sempre peggiori” ha raccontato la giornalista. “Purtroppo viviamo in una società in cui riattaccare il telefono in faccia a qualcuno è considerato più grave di ascoltare una persona mentre parla del massacro di bambini innocenti come se niente fosse”.

Di seguito riportiamo la traduzione della telefonata:

  • Ufficio Ammissioni dell’Università di Harvard, come posso aiutarla?
  • Salve, il mio nome è Jaama. Mio figlio Hameed vorrebbe registrarsi nella vostra università il prossimo anno. Forse ha sentito parlare di lui? Era uno dei combattenti di Hamas che ha partecipato alle lotte del 7 ottobre. Un vero attivista politico! Volevo dunque chiederle se aveste una borsa di studio per l’attivismo politico?
  • No tutte le nostre borse di studio vanno agli applicanti che non possono permettersi la retta scolastica. Non ce ne sono per merito.
  • Non lo aiuterebbe dunque il fatto che era un combattente di Hamas?
  • Tutto quello che uno studente ha fatto prima di fare richiesta lo può aiutare nel processo di selezione.
  • Ok quindi lo potrebbe aiutare il fatto di aver partecipato al massacro del 7 ottobre?
  • In-in-in aggiunta a tutto il resto. Il nostro processo di ammissione esamina tutta la carriera liceale di uno studente sia dentro che fuori dalla classe.
  • E il massacro è un vantaggio giusto?
  • O-o-ognuna delle attività può portare un vantaggio. Esaminiamo tutte le loro attività dentro e fuori dalla classe.
  • E non si preoccupi. Non ha violentato nessuna delle prigioniere. Ha molto rispetto per tutti i generi. Le ha solo uccise. È molto femminista. Quindi andrà bene, giusto?
  • Io…le posso solo dire che può provare a mandare la richiesta.
  • Ottimo, ottimo! Perché ha molto rispetto anche per le minoranze etniche. Ha massacrato solo bambini bianchi. Non abbiamo bisogno di altri uomini bianchi nel mondo, non trova? Pronto?
  • …. ha per caso qualche altra domanda da pormi?
  • Si, volevamo sapere delle regole di condotta nel campus in modo da non fare niente di proibito. Si può fumare nel campus?
  • Hummm non ne sono sicuro.
  • Ok, allora si possono bere alcolici?
  • No, bere alcolici non è concesso.
  • E violentare?
  • Anche quello non è concesso.
  • E massacrare i bambini? In giro per il campus?
  • Anche quello non è concesso.
  • E indossare un cappello?
  • Può indossare un cappello.
  • Oh bene! Ho avuto paura per un momento. Ok. Mio figlio non vede l’ora di essere ammesso nella vostra università. Ha molte attività divertenti per lui, gli altri studenti e per tutti i presenti nel campus. Sarà molto divertente! Grazie davvero!
  • …buona giornata.
  • Anche a lei! 

Lo sketch di Eretz Nehederet

Harvard non è stata l’unica università americana ad essere travolta dalla crescente ondata di antisemitismo che si è diffusa tra gli studenti statunitensi.

Questo fenomeno preoccupante ha attirato l’attenzione del programma satirico di Keshet TV Eretz Nehederet (Un Paese Meraviglioso) che ha deciso di trasmettere uno sketch in cui una coppia di studenti americani ultraliberali sposano l’antisemitismo e sostengono allegramente il terrorismo di Hamas.

“Siamo pienamente a sostegno di tutti coloro che sono LGBTQH. Ovviamente la ‘H’ sta per ‘Hamas’ che è così trendy in questi giorni” affermano gli attori durante lo sketch, giustificando i propri insulti verso gli studenti ebrei auto dichiarandosi non antisemiti ma “razzisti fluidi”.

La clip continua con i due studenti che simulano un collegamento con l’armato Abu Fatwa, un terrorista di Hamas, senza accorgersi dell’interminabile filippica di insulti e minacce che l’uomo rivolge a loro: tra cui la promessa di “uccidere tutti gli infedeli”. Quando il terrorista dice che gli mancano solamente altri razzi per sconfiggere Israele e passare all’America, uno degli studenti risponde in maniera entusiasta: “basta che siano organici”.

La conduttrice del telegiornale di Canale 12, Yonit Levi, ha postato la clip sul suo account X domenica 5 novembre ed entro lunedì aveva già ottenuto più di 11,5 milioni di visualizzazioni ed oltre 30.000 “mi piace”.

Questa non è la prima volta che Eretz Nehederet crea uno sketch satirico sul conflitto tra Israele e Hamas: solo una settimana prima aveva postato un video in cui prendeva in giro la BBC per la sua copertura pro-palestinese della guerra.