la Germania contro l'hate speech

La Germania studia misure più dure contro l’hate speech su Internet

di Ilaria Ester Ramazzotti
In Germania, il gabinetto della cancelliera Angela Merkel ha predisposto un disegno di legge che obbliga i social media a denunciare alla polizia eventuali casi di incitamento all’odio, compreso quello razziale e antisemita, e tutti i post che su internet esaltino o minaccino danni o violenze.

Se la misura verrà approvata da entrambe le camere del parlamento, per la legge tedesca non sarà più sufficiente rimuovere tali messaggi, ma bisognerà segnalare i fatti alle forze di polizia. Le piattaforme dei social che non collaborassero, rischierebbero sanzioni salate fino a 50 milioni di euro. Un nuovo dipartimento investigativo raccoglierà i post offensivi e gli indirizzi IP degli autori e, nei casi particolarmente gravi come l’ideazione di piani terroristici e omicidi, potrà ottenere le password degli utenti per accedere agli account.

Secondo il testo, coloro che dovessero usare Internet per minacciare di far del male ad altre persone, uccidere o stuprare, rischierebbero in particolare da due a tre anni di carcere. Il disegno di legge prevede altresì pene più severe per i fatti criminosi con movente antisemita: è stata inserita una specifica disposizione in seguito all’attacco dello scorso Yom Kippur contro la sinagoga di Halle, in cui sono stati uccisi due passanti.

Il ministro della Giustizia Christine Lambrecht ha dichiarato ai media tedeschi che la misura è stata pensata per “prosciugare il terreno fertile in cui fiorisce l’estremismo. In futuro, coloro che minacciano o diffondono odio online saranno perseguiti in modo più duro ed efficace”. Secondo le più recenti statistiche disponibili al ministero della Giustizia tedesco, gli episodi di antisemitismo sono aumentati del 40% dal 2013 al 2018. Per la stragrande maggioranza si tratta di reati di propaganda, comprese le minacce verbali.