Attentato alla sinagoga di Halle in Germania

Germania, spari a Halle di fronte alla sinagoga durante Yom Kippur. Due morti, feriti, un arrestato e due sospetti in fuga

Mondo

di Marina Gersony
Uccise a colpi di arma da fuoco due persone in una attacco a mano armata avvenuto di fronte alla sinagoga nel quartiere Paulus, a Halle, una cittadina della Sassonia-Anhalt, in Germania. Diversi i feriti. La sinagoga di Halle è il punto di riferimento della comunità ebraica locale che oggi conta circa 700 membri: mercoledì, il giorno di Yom Kippur, erano in preghiera circa 80 persone.

Poco dopo mezzogiorno, la polizia ha esortato i residenti a evitare la zona dell’attentato, non uscire di casa, chiudere porte e finestre.

Nel frattempo un uomo è stato arrestato (un tedesco bianco secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung), mentre altre due persone si sarebbero date alla fuga. L’attentatore Halle sembra sia un tedesco di 27 anni, Stephan B., cittadino della Sassonia-Anhalt, ma avrebbe dei complici. Lo scrive lo Spiegel, affermando che gli inquirenti sono in possesso di un video realizzato dal killer, che evidentemente ha utilizzato una telecamera montata sull’elmetto. Il giovane era vestito di “verde”, “da militare” con un “elmetto”. Dal video emergono chiare indicazione sulla matrice antisemita e di estrema destra dell’attentato: il killer urla varie volte “gli ebrei sono la causa di tutti i problemi”. Il video sarebbe stato diffuso in diretta sul web dallo stesso attentatore.

Il killer ha filmato la sua azione per 35 minuti e ha postato il video su un sito di videogame, la piattaforma Twitch. Si sente la sua voce prima di aprire il fuoco: “La radice di tutti i problemi sono gli ebrei”.

In un altro video, si vede l’attentatore sparare qualche colpo in strada prima di darsi alla fuga.

Un portavoce della polizia ha confermato che c’è stata anche una sparatoria nel vicino paesino di Landsberg, a una ventina di chilometri da Halle.  La polizia non ha finora confermato un collegamento tra i due attentati.

Come ha spiegato Max Privorotzki, presidente della comunità ebraica di Halle, «l’assalitore avrebbero cercato di entrare nel tempio sparando sul portone», evitando così una strage.

Secondo una prima ricostruzione, gli assalitori hanno poi lanciato un ordigno esplosivo nel cimitero ebraico adiacente al tempio e una seconda granata in un negozio di kebab a pochi metri di distanza. Indossavano divise militari e degli elmetti. Racconta un testimone: «Uno di loro era vestito come un poliziotto, equipaggiato da combattimento».

Le forze dell’ordine hanno confermato che la prima vittima è una donna, uccisa nella Humboldtstrasse, nei pressi del cimitero ebraico, mentre la seconda,  un uomo, è stato ucciso dentro il negozio di kebab, situato a sua volta a pochi metri dal tempio.

Immediate le reazioni delle istituzioni: «Sono notizie spaventose», ha affermato il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, esprimendo la speranza che «la polizia prenda il più rapidamente i responsabili in modo che non ci siano più pericoli per altre persone».

«Scioccati e rattristati dai tragici eventi di Halle, in Germania, oggi i membri del Parlamento europeo sono rimasti in silenzio per un minuto. Inviamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e speriamo che la polizia sia in grado di catturare rapidamente i sospetti», ha scritto il presidente David Sassoli in un tweet.

Per ora l’attacco di Halle non è rivendicato da nessun gruppo, anche se alcune comunità di estrema hanno già glorificato l’ignoto attentatore definendolo «santo». La procura anti-terrorismo tedesca si è assunta il caso.