La contraddizione della Gran Bretagna verso Israele, fra politica e sentimento popolare

Mondo

di Davide Foa

gran bretagnaAncora una volta la Gran Bretagna si è resa protagonista, suo malgrado, di una campagna d’odio anti-israeliano.

Qualche giorno fa i londinesi, mentre aspettavano la metropolitana alla banchina, hanno potuto osservare -in diverse stazioni della famosa “tube”- centinaia di cartelloni affissi illegalmente dal movimento “London Palestine Action”.

Il copione e i termini utilizzati sono sempre gli stessi: “apartheid”, “massacro di civili palestinesi”, “occupazione israeliana”.

In uno dei tanti manifesti si legge: “le armi britanniche sono state usate da Israele per massacrare i palestinesi a Gaza nel 2014”.

Un attacco rivolto dunque contro Israele e i suoi partner politico-economici, allo scopo di “sottolineare l’illegalità dell’occupazione israeliana in Palestina e il coinvolgimento delle compagnie britanniche”, come dichiarato da un esponente del movimento.

L’episodio, a detta degli autori, va inserito all’interno di quella che viene chiamata “la settimana dell’Apartheid”: chissà allora cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni.

In seguito alla forte condanna da parte di Netanyahu, sono arrivate le immediate dichiarazioni della compagnia dei trasporti londinese, che ha definito l’accaduto “un atto di vandalismo” e ha assicurato un pronto intervento per togliere tutti i cartelloni, come si legge su Haaretz.

Eppure, pochi giorni prima dell’accaduto, il governo britannico aveva fatto dei grandi passi avanti nella lotta al movimento, ormai noto, del BDS; il governo Cameron ha infatti inserito nuove regole che impediscono alle organizzazioni pubbliche britanniche di boicottare fornitori israeliani. Tali decisioni sono state ufficializzate da Matthew Hancock, ministro presso l’Ufficio del Gabinetto, in occasione della sua visita in Israele di settimana scorsa.

Il governo britannico ritiene infatti che sia necessario vietare il pubblico boicottaggio dei prodotti israeliani, poiché questo mette in pericolo “la coesione comunitaria” e “ la sicurezza internazionale” della Gran Bretagna.

Una presa di posizione evidentemente necessaria, in un paese dove da anni ormai si assiste ad un crescita esponenziale di sentimenti e movimenti anti-israeliani. Appena un anno fa, il consiglio comunale della città di Leicester aveva deciso di boicottare ufficialmente i prodotti provenienti dalle colonie israeliane.

Oggi la decisione del governo Cameron viene criticata dal partito laburista, che l’ha definita “un attacco alla democrazia”.

Non è mancato invece il forte apprezzamento di Netanyahu: “ Voglio lodare il governo britannico per essersi rifiutato di discriminare Israele e gli israeliani (…)”.

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