Famiglie degli ostaggi al tribunale dell'Aia (Foto: Eyal Radoshitzky)

La Casa Bianca e 17 paesi reclamano il rilascio immediato degli ostaggi da parte di Hamas

Mondo

di David Fiorentini
“Chiediamo il rilascio immediato di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas a Gaza da oltre 200 giorni. Tra di loro ci sono i nostri cittadini. Il destino degli ostaggi e della popolazione civile a Gaza, che sono protetti dal diritto internazionale, è di interesse internazionale.”

Così esordisce il comunicato stampa diramato dai 18 paesi con cittadini tenuti in ostaggio a Gaza, in occasione del loro duecentesimo giorno di prigionia.

I leader di Argentina, Austria, Brasile, Bulgaria, Canada, Colombia, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna, Thailandia e Regno Unito si sono uniti al presidente Biden in questa dichiarazione.

“Sottolineiamo che l’accordo sul tavolo per il rilascio degli ostaggi porterebbe a un immediato e prolungato cessate il fuoco a Gaza, che faciliterebbe un aumento dell’assistenza umanitaria necessaria da distribuire in tutta Gaza e porterebbe a una credibile fine delle ostilità. Gli abitanti di Gaza potrebbero tornare alle loro case e alle loro terre con preparativi preliminari per garantire rifugio e aiuti umanitari.”

Gli Stati Uniti sono riusciti a ottenere un sostegno unanime questa volta a causa della consapevolezza da parte dei paesi della sempre più grave situazione in cui si trovano ora gli ostaggi.

“Sosteniamo fermamente gli sforzi di mediazione in corso al fine di riportare a casa i nostri concittadini. Ribadiamo il nostro appello ad Hamas affinché rilasci gli ostaggi e ci permetta di porre fine a questa crisi, in modo che collettivamente possiamo concentrare i nostri sforzi nel portare pace e stabilità alla regione.”

Una denuncia molto forte da parte della comunità internazionale, che cerca di mettere ulteriore pressione sul gruppo terroristico palestinese, che dopo la tregua temporanea di novembre non ha accettato altre proposte israeliane per un cessate il fuoco.

L’atteggiamento ostinato di Hamas pare abbia stufato la controparte israeliana, la quale ha da poco avvertito l’Egitto che il prossimo giro di trattative sarà l’ultima opportunità per prevenire l’operazione militare su Rafah.

Sembra però che Hamas abbia finalmente annunciato di aver preso in considerazione l’ultima proposta pervenuta agli intermediari egiziani e qatarioti risalente al 13 aprile. Il nodo cruciale rimane quello degli ostaggi, nella fattispecie si cerca ancora l’intesa sul numero di persone da rilasciare in cambio di un’interruzione dei combattimenti.

 

Foto: Famiglie degli ostaggi al tribunale dell’Aia (Credit: Eyal Radoshitzky)