Il salone della alià

Mondo

All’inizio di febbraio, in un’atmosfera festiva e distesa, si è
svolta a Marsiglia la “Giornata di solidarietà con Israele”.
Organizzata dal KKL e l’Agenzia ebraica in collaborazione con
l’ICUBE, il salone israeliano dell’immobiliare e le istituzioni della
comunità ebraica della Francia meridionale, l’evento intitolato “12
ore in Israele” ha riscosso un notevole successo di pubblico. Per un
giorno, il salone n. 3 del Parc Chanot, il Parco delle esposizioni di
Marsiglia, è diventato una mini Israele.
“Il KKL ha deciso di celebrare Tu- Bishvat, la Festa degli alberi,
portando ‘Israele a Marsiglia’, dice Philippe Sarfati, direttore
dell’organizzazione per il sud della Francia. “Senza bisogno di
comprare un biglietto aereo, tutte le comunità, ebrei e non ebrei,
sono invitati a fare il più bello dei viaggi, quello verso Terra
Santa», aggiunge Sarfati.
All’entrata del parco un cartellone con la mappa d’Israele e
fotografie di giardini, boschi e campi fioriti ricordano la prima
vocazione del KKL: riforestazione, creazione di riserve d’acqua,
fabbricazione di infrastrutture per nuove città e villaggi.
All’interno, 120 stand offrono al visitatore un’occasione di scoprire
differenti aspetti della vità nel Paese e le possibilità
d’inserimento per gli olim hadashim, i nuovi immigranti.
Molti dei
giovani presenti s’interessano agli istituti di studi superiori, le
numerose coppie accompagnate da bambini si fermano ad ascoltare i
consigli dei rappresentnati dell’Agenzia ebraica o i sindaci di 10
città giunti a Marsiglia per raccontare la loro opera in favore dello
sviluppo e dell’integrazione degli olim.
Altri invece chiedono
informazioni sul mercato dell’immobiliare: c’è chi lo fa pensando a
una prossima alià, c’è chi vuole più semplicemente investire in
Israele e c’è chi sogna solo un bel appartamento sul mare per
passarci le vacanze.
E proprio lo spazio consacrato alle vacanze
attira una folla di tutte le età. Consapevoli che la domanda del
turismo verso Israele è in continuo aumento, l’ONIT (l‘ufficio
nazionale israeliano di turismo) insieme alle agenzie offrono viaggi
e soggiorni a prezzi vermente concorrenziali.

I numerosi padiglioni di prodotti “blue e bianco” direttamente
arrivati da Israele, con i loro profumi e colori creano l’illusione
di essere effettivamente al di là del Meditterraneo, in qualche
mercato di Tel Aviv o di Gerusalemme. Dai noti cosmetici del Mar
Morto all’artigianato degli ebrei etiopici, dalla frutta ai gioielli
passando dal vino, dagli oggetti di giudaica e da opere d’arte, tutta
la creatività israeliana è rappresentanta nel salone. Senza
dimenticare il padiglione del matrimonio ebraico, particolarmente
visitato.
La musica di fondo, gli odori della cucina tipica che attirano la
folla, i film sulla storia d’Israele, le conferenze sulla letteratura
o la politica creano un momento speciale, che fa dimenticare che
fuori la realtà è invece diventata assai inquietante.
Alla fine della giornata gli organizzatori hanno espresso la loro
soddisfazione per lo svolgimento dell’evento al quale hanno
partecipato circa quattromila persone.
All’Agenzia ebraica sperano che l’interesse suscitato dal Salone
trovi la sua esperesione anche nelle richieste d’alià. In gennaio
tremila persone – soprattutto giovani – hanno visitato un altro
Salone dell’alià svoltosi a Charenton, nella periferia parigina.
“Quello di Marsiglia ha riunito cultura e informazione. A Parigi
invece l’accento è stato messo sull’informazione sulle possibilità
d’integrazione in Israele”, dicono all’Agenzia ebraica, dove vedono
crescere il numero degli olim: nel 2005 tremila persone sono partite
dalla Francia per installarsi in Israele, un numero pari a quello del
1975 e mai più raggiunto fino allo scorso anno.

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