Il Giro d'Italia in Israele è partito da Gerusalemme

Giro d’Italia 2018: Israele ‘vive’ in tre tappe la corsa per la maglia rosa

Mondo

di Ilaria Myr
Dopo mesi di dubbi e polemiche, ha finalmente preso il via, venerdì 4 maggio, da Gerusalemme il Giro d’Italia 2018, che vede tre tappe in Israele, per poi spostarsi in Italia. Si tratta della prima edizione, su 101, che parte da fuori Europa (fuori dall’Italia sono ormai più di vent’anni che accade ad anni alterni), nonché la prima a cui partecipa un team israeliano.

Della decisione di iniziarlo nello Stato ebraico si era parlato molto, e anche della possibilità che fosse spostato, con l’esplosione degli scontri in Cisgiordania e a Gerusalemme dopo l’annuncio di Trump di volere spostare l’ambasciata a Gerusalemme. Gli organizzatori avevano però ribadito fin dall’inizio la volontà di partire da Gerusalemme, dedicando la prima tappa a Gino Bartali. L’annuncio ufficiale, con tanto di taglio di nastro, è arrivato l’11 febbraio alla BIT a Milano, dove il vicedirettore della Gazzetta dello Sport Pier Bergonzi aveva dichiarato «Siamo molto felici che la tappa israeliana di apertura della 101esima edizione del Giro d’Italia sia dedicata al ciclista italiano. Parlare di Bartali, per noi della Gazzetta, è come parlare di casa nostra».

Le tre tappe del Giro d’Italia in Israele

La prima tappa è partita da Gerusalemme venerdì 4 maggio alle re 13.50 locali (12.50 italiane) e ha visto trionfare l’olandese Tom Dumoulin.

«Siamo molto emozionati per questa gara. E in particolare ci felicitiamo che siano venuti ciclisti da tutto il mondo, incluso quello arabo. Questo è un messaggio molto importante per Gerusalemme, la nostra città, città della pace» ha detto il premier Benyamin Netanyahu congratulandosi anche con la squadra israeliana al suo esordio «in una competizione che per la prima volta esce dall’Europa ed è qui in Israele».

La seconda tappa, da Haifa a Tel Aviv – 132 km – ha visto primeggiare l’italiano Elia Viviani: i corridori sono passati, fra l’altro, da Acco e Cesarea. La terza tappa, da Beer-Sheva a Eilat, vede i ciclisti attraversare il deserto del Negev per 229 km.

Lo starter del Giro d'Italia 2018
Lo starter del Giro d’Italia 2018 a Gerusalemme

 

Il Giro e la sensazione di essere in Europa
I media e l’opinione pubblica israeliani stanno vivendo con entusiasmo lo svolgimento del Giro sul loro territorio. Molto eloquente, a questo proposito, un articolo del Times of Israel intitolato “Con i riflettori sulle biciclette, il Giro d’Italia offre una pausa molto desiderata dalla realtà”. Nell’articolo, la giornalista Melanie Lidman racconta: “Per poche ore venerdì pomeriggio (il 4 maggio. ndr) il Giro d’Italia ci ha trasportato in un posto completamente diverso. Fra la folla di spettatori della prima tappa del Giro, potevi essere perdonato del fatto di pensare che eri in Europa”. 

“Certo, era noioso che le strade fossero chiuse, tappando i gerosolimitani in casa per un giorno intero – continua la giornalista -. Ed è ancora più scocciante quando le maggiori autostrade sono chiuse di sabato e l’entrata a Eilat è chiusa di domenica”.

Inoltre, come in tante altre occasioni legate al conflitto, il pease è stato asslaito da giornalisti e fotiografi. Ma per la prima volta, sottolinea la Lidman “più di 600 giornalisti sono venuti a seguire la gara e, sinceramente, non hanno alcun interesse per la situazione politica. Sono qui per la gara. Per la prima volta il centro è lo sport”.

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