di Anna Balestrieri
L’Alternative für Deutschland (AfD) conquista una netta vittoria nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, nell’est della Germania, ma non riesce a ottenere la maggioranza assoluta necessaria per governare da sola. Il partito di estrema destra si ferma a soli tre seggi dalla soglia della maggioranza, aprendo ora una fase di forte incertezza sulla formazione del prossimo governo regionale.
Con il 43,8% dei voti, l’AfD ha più che raddoppiato il risultato ottenuto cinque anni fa e conquista 39 dei 83 seggi del parlamento regionale. Il candidato alla presidenza del Land, Ulrich Siegmund, 35 anni, ha rivendicato il risultato come un momento storico: «Abbiamo scritto la storia», sostenendo che gli elettori abbiano lanciato un messaggio chiaro contro lo status quo.
Una vittoria senza governo?
L’obiettivo dell’AfD era conquistare la maggioranza assoluta per poter governare senza alleati e superare così il cosiddetto Brandmauer, il “muro di contenimento” con cui i principali partiti tedeschi hanno finora escluso qualsiasi collaborazione con il partito.
La maggioranza assoluta è però sfuggita per appena tre seggi. Siegmund ha già escluso l’ipotesi di un governo di minoranza, affermando che l’AfD non intende partecipare a «giochi» politici di questo tipo.
Il problema riguarda ora gli altri partiti: con l’AfD largamente prima forza politica del Land, non è chiaro come le forze avversarie possano costruire una maggioranza stabile senza coinvolgerla, direttamente o indirettamente.
Una eventuale coalizione alternativa sarebbe particolarmente complessa. La CDU, infatti, esclude alleanze con la Linke, mentre qualsiasi maggioranza anti-AfD potrebbe richiedere almeno il sostegno esterno del partito della sinistra radicale.
Il tracollo della CDU di Merz
Il risultato rappresenta soprattutto un duro colpo per Friedrich Merz, cancelliere tedesco e leader dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU).
Il partito conservatore, che governa la Sassonia-Anhalt da 24 anni, ha ottenuto appena il 17,2% dei voti e 15 seggi. La CDU ha perso circa la metà del proprio consenso rispetto alle precedenti elezioni regionali.
Molto più distanti anche gli altri partiti: la SPD si è fermata al 9,3%, i Verdi all’8,9% e la Linke all’8,6%, con otto seggi ciascuno. Il BSW di Sahra Wagenknecht ha ottenuto il 5,3%, conquistando cinque seggi.
L’affluenza è stata particolarmente elevata, pari al 77,8%, e secondo i primi dati l’AfD avrebbe beneficiato in modo significativo della mobilitazione di elettori che cinque anni fa non si erano recati alle urne.
«Un risultato sensazionale»
La co-leader nazionale dell’AfD, Alice Weidel, ha definito il risultato «sensazionale» e ha rivolto un’apertura agli altri partiti, dichiarando che la «mano è tesa» a tutti coloro che vogliono migliorare la Sassonia-Anhalt e portare avanti la Germania.
L’AfD potrebbe quindi cercare di attirare singoli parlamentari di altri partiti per raggiungere la maggioranza. Un eventuale passaggio di deputati verso l’AfD cambierebbe radicalmente gli equilibri e potrebbe consentire al partito di formare il primo governo regionale della sua storia.
La segretaria generale della CDU, Franziska Hoppermann, ha però ribadito che il partito non intende abbandonare il Brandmauer: «L’AfD è un partito di estrema destra», ha affermato, accusandolo tra l’altro di voler uscire dall’euro, di mantenere stretti rapporti con la Russia e di promuovere un modello sociale radicalmente diverso. «Non lavoreremo con loro», ha ribadito.
Il primo Land guidato dall’estrema destra?
La portata politica del voto va oltre la Sassonia-Anhalt. La Germania non ha mai avuto, nella sua storia recente, un partito di estrema destra alla guida di un governo nazionale, regionale o di una grande città.
L’AfD, fondato nel 2013, è oggi il principale partito di opposizione nel Bundestag e ha il suo maggiore bacino elettorale proprio nei Länder dell’ex Germania orientale, caratterizzati da una situazione economica mediamente più fragile e da un forte malcontento verso i partiti tradizionali.
La sezione regionale dell’AfD in Sassonia-Anhalt è inoltre classificata dai servizi di intelligence interna tedeschi come gruppo di estrema destra accertato. Tra le posizioni contestate figurano la retorica contro gli immigrati provenienti da Paesi musulmani e l’utilizzo del termine «remigrazione», impiegato dall’AfD per indicare politiche di espulsione degli immigrati.
Il partito respinge con forza le accuse di estremismo e sostiene che siano motivate politicamente.
Immigrazione, Russia e scuola: il programma dell’AfD
Tra le priorità indicate da Siegmund figura una vera e propria «offensiva delle deportazioni», insieme all’eliminazione degli incentivi che, secondo l’AfD, incoraggerebbero persone a trasferirsi in Germania per beneficiare del sistema sociale.
Il partito propone inoltre di consentire l’istruzione parentale (homeschooling), attualmente non prevista dal sistema scolastico tedesco, e di vietare alle scuole di esporre ufficialmente la bandiera arcobaleno. Al suo posto, l’AfD vorrebbe garantire una maggiore presenza della bandiera nazionale.
Sul piano internazionale, il partito si oppone all’utilizzo di fondi pubblici per sostenere l’Ucraina e sostiene la necessità di revocare le sanzioni contro la Russia. Su questi ultimi temi, tuttavia, un governo regionale dispone di competenze molto limitate.
Un voto che pesa anche su Berlino
I 16 Länder tedeschi dispongono di ampie competenze, soprattutto nei settori dell’istruzione e della sicurezza, e i loro governi partecipano inoltre al Bundesrat, la camera alta del Parlamento tedesco.
La Sassonia-Anhalt, con i suoi circa 2,1 milioni di abitanti, ha però un peso relativamente limitato a livello federale: dispone di quattro dei 69 voti del Bundesrat.
La vera conseguenza del voto è dunque soprattutto politica. La vittoria dell’AfD dimostra quanto sia profondo il malcontento verso i partiti tradizionali e rappresenta un significativo campanello d’allarme per il governo di Friedrich Merz.
Per la prima volta, inoltre, l’AfD si trova concretamente a un passo dalla possibilità di guidare un governo regionale. Se riuscirà a superare il Brandmauer senza che gli altri partiti collaborino formalmente con essa, la Sassonia-Anhalt potrebbe diventare il laboratorio politico della nuova destra radicale tedesca.



