La cverimonia di consegna del rotolo della Torà con Angela Merkel

Germania: restaurato antico rotolo della Torà in Baviera. Il 27 gennaio una cerimonia simbolica con Angela Merkel

di Marina Gersony
Nella moltitudine di convegni, conferenze, presentazioni di libri e di filmati in occasione del Giorno della Memoria, ci sono alcuni eventi passati perlopiù inosservati che meritano maggiore visibilità. Come per esempio la cerimonia che si è svolta lo scorso 27 Gennaio con la partecipazione della Cancelliera Angela Merkel a Berlino per il completamento del restauro del rotolo della Torà «Sulzbach», probabilmente – come riportano la Jüdische Allgemeine e da alcune testate – il più antico rotolo della Torà nella Germania meridionale risalente al 1793, riscoperto nel 2015 e ora restaurato definitivamente. (La cerimonia è stata trasmessa sul sito web del Parlamento tedesco).

Come hanno osservato diversi partecipanti alla cerimonia, si tratta di un atto dal profondo significato simbolico quello che si è svolto nella sala del Bundestag. Dopo la commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e la celebrazione del 76 ° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, il sofer – impersonato dal rabbino della città di Kassel, Shaul Nekrich -, ha inciso le ultime 8 lettere (c’è chi scrive 12) delle sacre scritture intingendo una penna d’oca nell’inchiostro. Il tutto alla presenza delle istituzioni tedesche, tra cui il presidente del Bundestag, Wolfgang Schäuble, e il presidente della Corte costituzionale, Stephan Harbarth. Per la parte ebraica hanno preso parte alla cerimonia il presidente del Consiglio Centrale ebraico tedesco, Josef Schuster; la portavoce e presidente della Comunità ebraica di Monaco e dell’Alta Baviera, Charlotte Knobloch, e il rabbino di Amberg Elias Dray.

Dray, che come Nekrich è membro della Conferenza rabbinica ortodossa tedesca, ha descritto la cerimonia come  «un momento storico e commovente».

Il rotolo della Torà Sulzbach, che risale al XVIII secolo, è stato realizzato per la sinagoga di Sulzbach (da cui il nome) per essere trasferito in seguito ad Amberg, in Baviera, nel 1934, un anno dopo che Hitler ha preso il potere. Sopravvissuto al grande incendio del 1822 a Sulzbach, al pogrom della Kristallnacht del 1938 e al nazionalsocialismo, il rotolo era finito nel dimenticatoio per decenni, chiuso in un armadio con le lettere cancellate o sbiadite a causa dei segni del tempo.

Lo ha ritrovato nel 2015 il rabbino Dray nella sinagoga di Amberg, dove officiava, e lo ha portato in Israele per farlo rimettere in sesto. A quel punto si è scoperto che il restauro (una pergamena di 30 pelli di animale, lunga 24 metri e alta 65 centimetri), sarebbe costato circa 45.000 euro, troppo per la Comunità ebraica di Amberg. Così, il governo federale si è assunto quasi l’intero onere per risistemare questa preziosa testimonianza della vita ebraica in Baviera.

Il restauro, eseguito da Jehuda Freund a Bnei Brak, in Israele, è durato un paio di anni e il rotolo è stato temporaneamente conservato presso il Museo Ebraico di Berlino prima della cerimonia di completamento lo scorso 27 Gennaio a Berlino. A giugno potrà essere finalmente riutilizzato per i servizi nella sinagoga di Amberg. «È stata una fortuna che sulla pergamena fosse inciso l’anno della sua creazione – ha osservato il rabbino Dray -. In caso contrario sarebbe stato difficile risalire alla data, decifrabile solo su una millesima parte esterna del rotolo».

Prima di ogni sessione di scrittura, il Sofer chiede a Dio forza fisica e mentale. È scritto da destra a sinistra. Nessuna lettera può toccare l’altra, in caso contrario tutto il lavoro è vano.

La cerimonia è stata trasmessa sul sito web del Parlamento tedesco.

(Il rabbino Shaul Nekrich e il cancelliere tedesco Angela Merkel partecipano alla cerimonia di completamento del rotolo della Torah di Sulzbach del 1793, riscoperto nel 2015 e appena restaurato, nel 76 ° anniversario della liberazione del campo di Auschwitz, 27 gennaio 2021, Olocausto internazionale Giorno della Memoria a Berlino. (Credito: Odd Andersen – Pool / Getty Images)