Conti in Svizzera immobili da decenni: appartengono a vittime della Shoah?

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di Ilaria Ester Ramazzotti

banca-svizzeraZURIGO – Migliaia di conti correnti che nessuno movimenta da oltre sessant’anni sono tuttora custoditi nelle banche svizzere, come riporta Repubblica.it del 4 maggio scorso. Portano il nome di cittadini elvetici e stranieri ma alcuni di questi depositi, risalendo agli anni della Seconda guerra mondiale, potrebbero essere intestati a vittime della Shoah. L’Associazione svizzera dei banchieri ha tuttavia dichiarato alla stampa tedesca che “non esiste alcuna prova che i conti dormienti siano da collegare a eventi legati al Nazionalsocialismo”.

La notizia fa tornare alla mente la controversia accesa negli anni Novanta tra il Congresso ebraico mondiale e le banche elvetiche che, dopo una lunga battaglia legale, furono costrette a risarcire più di un miliardo e 200 milioni di dollari agli eredi di persone morte nei campi nazisti, a cui erano intestati conti e averi. Tutto era iniziato da un rifiuto. L’unica sopravvissuta di una famiglia scomparsa nei lager che aveva reclamato un conto aperto anni prima dal padre. Ma “serve un certificato di morte”, le avevano risposto.

Dopo la conclusione della vicenda giudiziaria avviata dal Congresso ebraico mondiale e le restituzioni agli aventi diritto, un’inchiesta delle banche svizzere ha escluso che ci siano ancora conti intestati a vittime della Shoah. Dal primo gennaio di quest’anno tuttavia una legge entrata in vigore nella Confederazione elvetica obbliga gli istituti bancari a rendere nota l’esistenza di conti dormienti. Da qui potrebbe derivare la scoperta di altri depositi che nessuno tocca più dai tempi della guerra.

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