Blogger algerino rischia 25 anni per aver intervistato un diplomatico israeliano

Mondo

di Nathan Greppi

Il blogger tunisino Touati (a sinistra) e il Ministro israeliano Kaabia
Il blogger tunisino Merzoug Touati (a sinistra) e il portavoce del ministero degli esteri israeliano Hassan Kaabia

Nei giorni passati, le autorità algerine hanno arrestato il blogger Merzoug Touati dopo avergli confiscato il computer e la videocamera con l’accusa “di passare informazioni a una potenza straniera”; il motivo? Avrebbe intervistato un portavoce del Ministero degli Esteri Israeliano.

Secondo il sito Advox, tutto è iniziato il 9 gennaio, quando Touati ha pubblicato su Youtube e sul suo blog Alhogra una videointervista con Hassan Kaabia, portavoce del Ministero per i media in lingua araba; l’intervista era incentrata su numerose proteste scoppiate nel paese nordafricano in seguito a una nuova legge finanziaria entrata in vigore l’1 gennaio, che prevede tra le altre cose un aumento delle tasse e una diminuzione dei sussidi statali. In tale occasione, alcuni membri del governo algerino hanno accusato diverse potenze straniere, tra cui Israele, di aver fomentato le proteste per destabilizzare il paese.

Touati ha chiesto a Kaabia come egli rispondesse a tali accuse, al che quest’ultimo ha negato ogni coinvolgimento da parte dello stato ebraico. Kaabia ha aggiunto inoltre che, prima del 2000, diplomatici israeliani e algerini hanno comunicato per vie non ufficiali.

Touati è stato arrestato il 18 gennaio, e in seguito numerosi media algerini, tra cui il quotidiano Annahar, lo hanno accusato di essere una spia del Mossad. Al processo, la cui data è ancora da stabilire, verrà rappresentato dagli avvocati della Lega Algerina per i Diritti Umani. Uno di questi, Ikken Sofiane, ha raccontato al quotidiano online algerino El-Watan che Touati rischia almeno 20 anni di carcere in base all’articolo 71 del codice penale, per il quale è accusato di “scambiare informazioni con agenti di una potenza straniera che potrebbero danneggiare lo status militare e diplomatico algerino o i suoi interessi economici più vitali”. A questi si potrebbero aggiungere anche da 1 a 5 anni per “istigazione alla rivolta armata contro lo stato”.

Touati è solo l’ultimo di una lunga lista di blogger e attivisti arrestati in Algeria per aver criticato il governo e le sue riforme per l’austerità. Nel dicembre 2016, il blogger Mohammad Tamalt è morto a 42 anni in prigione dopo uno sciopero della fame durato due mesi. Il motivo della sua condanna? Aveva pubblicato una poesia in cui attaccava il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika.