L'assemblea Onu

Approvata risoluzione ONU contro Gerusalemme capitale. Netanyahu: “Questo voto finirà nel secchio della spazzatura della storia”

Mondo

di Paolo Castellano
L’Assemblea generale dell’ONU ha deciso: Gerusalemme non è la legittima capitale d’Israele. Il 21 dicembre, è infatti passata la risoluzione, presentata dallo Yemen e dalla Turchia, che condanna la decisione del Presidente degli Stati Uniti di spostare l’ambasciata USA a Gerusalemme. I

l risultato della votazione ha fatto infuriare Donald Trump che, per mezzo della sua rappresentate all’ONU, Nikki Haley, ha dichiarato che gli Stati Uniti “ricorderanno a lungo questo fatto e valuteranno un taglio dei fondi alle Nazioni Unite”. Anche il premier Israeliano, Benjamin Netanyahu, in un video pubblicato su Facebook ha espresso tutto il suo sdegno per l’approvazione della risoluzione: «Israele rifiuta completamente l’assurda risoluzione, Gerusalemme è la nostra capitale: sempre lo è stata. Sempre lo sarà». Egli ha poi aggiunto: «Il voto all’ONU finirà nel secchio della spazzatura della storia».

Tra i 128 Paesi che hanno votato a favore della risoluzione c’è anche l’Italia
L’Italia si è accodata alla posizione diplomatica dell’Unione Europea. Tagliente il commento di Ruth Dureghello, presidente della comunità ebraica di Roma: «Peccato per l’Italia. Anche questa volta abbiamo perso l’occasione per fare la cosa giusta all’ONU. Gerusalemme è la capitale d’Israele e nessuna risoluzione può negarlo». Anche il giornalista de Il Foglio, Giulio Meotti, ha biasimato la posizione italiana su Twitter: «Vergogna: Italia, Inghilterra e Francia hanno votato contro Israele all’Onu assieme ai satrapi arabo-islamici. Solo l’America resta».  L’intenzione italiana era però già nota prima del voto decisivo. La delegazione del ministero degli Esteri a New York, dove si trova la sede dell’ONU, aveva dichiarato che l’Italia avrebbe seguito le direttive dell’UE, ribadite anche da Germania, Regno Unito e Francia. Come riporta l’Agenzia S.I.R, lo stesso Angelino Alfano, attuale ministro degli Esteri, in una recente conferenza ha spiegato che “sullo status di Gerusalemme l’Italia è convinta che debba esserci un negoziato tra le parti all’insegna del dialogo e non della violenza”.

 

Sono 9 invece le nazioni che hanno bocciato la risoluzione: Stati Uniti, Israele, Togo, Micronesia, Guatemala, Nauru, Palau, le Isole Marshall e Honduras. Ci sono state inoltre 35 astensioni, incluso un numero di nazioni che aveva criticato apertamente la mossa di Trump, come Colombia, Messico, Malawi e Rwanda. Altri 21 Paesi non hanno votato affatto, rinunciando alla votazione.

 

Il Primo ministro Benjamin Netanyahu ha però affermato: «Apprezzo il fatto che un numero crescente di Paesi abbia rifiutato di partecipare a questo teatro dell’assurdo». Egli ha ringraziato Trump e Haley per la loro “coraggiosa difesa” di Israele e della verità. Il ministero israeliano degli Esteri ha precisato che il numero delle nazioni che si sono opposte, astenute e risultate assenti durante il voto è stato “enormemente significativo”. «Il voto mostra che non tutto il mondo è parte di questo show», ha detto il portavoce del ministero israeliano degli Esteri Emmanuel Nahshon.

Il portavoce dell’Autorità Palestinese, il presidente Mahmoud Abbas, ha detto invece che “il voto è una vittoria per la Palestina”, e ha promesso che i palestinesi “aumenteranno i loro sforzi all’ONU e nelle sedi internazionali per mettere fine all’occupazione e per creare il loro stato palestinese con Gerusalemme Est come loro capitale”.

I voti sulla irsoluzione dell'Onu come capitale di israele

 

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