Jonathan Greenblatt, amministratore delegato ADL

L’ADL chiede a Trump di incaricare l’inviato speciale contro l’antisemitismo

di Ilaria Ester Ramazzotti

Jonathan Greenblatt, amministratore delegato ADL

L’associazione americana ADL (Anti-Defamation League) ha recapitato lo scorso 18 luglio una petizione al dipartimento di Stato americano per invitare il presidente Donald Trump e il segretario di Stato Rex Tillerson a riempire l’ufficio vacante di inviato speciale preposto a monitorare e combattere l’antisemitismo.

“Sappiamo che questo ruolo è fondamentale per combattere l’antisemitismo ed è fondamentale che gli Stati Uniti continuino a manifestare la propria leadership nella lotta contro l’odio in tutto il mondo – ha detto l’amministratore delegato di ADL Jonathan Greenblatt (nella foto) -. Non c’è alcun motivo di rimandare questa decisione di un solo altro giorno”.

Istituito da George W. Bush nel 2004, l’ufficio è rimasto vacante da quando l’amministrazione di Trump è entrata in carica. “L’amministrazione di Trump deve impegnarsi a riempire questa posizione” recita la petizione di ADL, che è stata firmata da 5 mila persone. “L’inviato speciale svolge un ruolo chiave nel diminuire l’odio anti-ebraico all’estero”. “ADL sa che questo ruolo è fondamentale per combattere l’antisemitismo e gli inviati passati hanno compiuto importanti risultati nel combattere l’odio – continua il testo della petizione -. Questa amministrazione deve combattere l’antisemitismo tanto patria quanto all’estero, perciò i sostenitori di ADL invitano il presidente e il dipartimento di Stato ad allocare al più presto le risorse da destinare a questo ufficio”.