Web, islam e politica: cresce il negazionismo

Italia

di Ilaria Myr

È una stagione nuova quella che il negazionismo sta vivendo in quest’ultimo ventennio, diventando un argomento appannaggio non più solo di una nicchia di cultori specialisti della materia, come è stato per alcuni decenni, ma anche di un pubblico molto più ampio, che utilizza il web. È infatti sulla Rete che circolano innumerevoli ipotesi, tanto più seguite quanto più sembrano verosimili, e che immancabilmente rimandano a un occulto complotto ebraico ai danni del mondo. Questa è una delle interessanti tesi del nuovo libro dello storico Claudio Vercelli Il negazionismo. Storia di una menzogna, in uscita per Laterza Editore. «Il movente di fondo del negazionismo contemporaneo è l’elemento antisemitico -spiega Vercelli al Bollettino-; alla base vi è la convinzione che le sorti del mondo siano governate da un preciso calcolo di interesse di un gruppo legato da vincoli etnici: gli ebrei». Vecchia teoria ma in salsa contemporanea, completamente rivisitata, mutatis mutandis.

Secondo Vercelli, il negazionismo contemporaneo si riversa principalmente in tre ambiti. Il primo è quello del web, in cui circolano liberamente giudizi senza alcuna gerarchia. «Tutto si presenta al fruitore abituale come verosimile, nella misura in cui sono affermazioni apparentemente fondate – spiega -. Il negazionismo interviene qui come rilettura non conformista (e molto seducente) dei fatti, che fa scoprire al lettore il vero complotto che sta dietro alla versione ufficiale».

Un secondo ambito è quello del mondo arabo islamico: qui il negazionismo è molto diffuso anche nei grandi mezzi di informazione, sotto forma non solo di supporto alla lotta contro Israele e il sionismo, ma anche di legittimazione della coscienza di sé del mondo arabo; e, come nel caso di internet, anche in questo contesto si punta sul senso comune e si coccola la pseudo-intelligenza  della gente. «È un discorso fortemente ideologico, che si basa sulla considerazione della Shoah come mito inventato dal nemico sionista e dall’Occidente imperialista – continua lo storico -. Soprattutto negli ultimi 30 anni, dopo la rivoluzione islamica in Iran, questo argomento ha assunto una forza preponderante. Ed è un grande problema, perché colpisce un pubblico molto ampio, innescando facilmente atteggiamenti antisemitici». Infine, il negazionismo si presenta anche sotto forma di fenomeno trasversale, politico-intellettuale, che avvicina le frange radicali e minoritarie di destra e sinistra, che nella lotta contro “l’oppressione di Israele -delle masse popolari palestinesi così come del mondo intero-” trovano un terreno comune. «È un fenomeno da non sottovalutare, che tocca anche esponenti del mondo accademico -precisa Vercelli-, che dietro all’antisionismo nascondono atteggiamenti antisemitici. E che culminano nell’accusa agli ebrei di utilizzare la Shoah per giocare a fare la vittima e così capitalizzare politicamente quella tragedia».

(L’autore del saggio, Claudio Vercelli, animerà insieme a Rav Roberto della Rocca, Betty Guetta, Giorgio Sacerdoti, il dibattito su “Negazionismo e pregiudizio” , all’interno del Progetto Kesher: 21 gennaio 2013, alle ore 20.00, al Nuovo centro diurno della Residenza Arzaga – serata aperta agli iscritti alla Comunità).

Uno storico in prima linea

Claudio Vercelli è ricercatore di Storia contemporanea presso l’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino, dove coordina il progetto didattico pluriennale ‘Usi della storia, usi della memoria’. È coautore del manuale di storia ‘Un mondo al plurale’ (a cura di Valerio Castronovo, La Nuova Italia 2009) e autore di: ‘Tanti olocausti. La deportazione e l’internamento nei campi nazisti’ (La Giuntina 2005); ‘Israele: storia dello Stato. Dal sogno alla realtà’ (1881-2007) (La Giuntina 2007-2008); ‘Triangoli viola. Le persecuzioni e la deportazione dei testimoni di Geova nei Lager nazisti’ (Carocci 2012). Per i tipi della Laterza, ha scritto ‘Storia del conflitto israelo-palestinese’ (2010), ed è in uscita ‘Il negazionismo. Storia di una menzogna’.


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