Siena, una targa per i due giusti tra le nazioni che salvarono la famiglia Cabibbe

di David Fiorentini
SIENA – “Chi salva una vita, salva il Mondo intero”, il famoso verso del Talmud, ripreso nel celebre film di Spielberg “Schindler’s List”. Così ha concluso il suo discorso Lamberto Piperno Corcos, Consigliere della Comunità ebraica di Firenze, durante l’inaugurazione della targa in Via degli Orefici a Siena, in onore di Vasco e Ada Borgogni, due giusti tra le nazioni che salvarono la famiglia Cabibbe.

All’iniziativa patrocinata dalla Contrada del Leocorno, di cui i due giusti facevano parte, e dal Comune di Siena, sono intervenuti inoltre, il Priore della Contrada Alessandro Mariotti, il Sindaco di Siena Avv. Luigi De Mossi, accompagnato dalla Giunta e il Prefetto Maria Forte.

Ma la partecipazione più sentita e sicuramente più inaspettata è stata quella della discendenza della famiglia Cabibbe, rappresentata dalla figlia Ambra. Infatti, sia per le restrizioni Covid che per alcuni problemi di salute, la sua presenza era fortemente a rischio. Tuttavia, appena uscita dall’ospedale, con il suo spirito inarrestabile è giunta alla cerimonia nello stupore generale, generando un applauso interminabile.

“Ci sono stati circa 15 giusti a Siena – ricorda Lamberto Piperno Corcos – e nella Bibbia si racconta che nel tentare di salvare Sodoma, Abramo avesse patteggiato con il Padre Eterno che se vi fossero stati 10 giusti, Egli avrebbe salvato la città. Forse, fu proprio in virtù a questi 15, che Siena fu risparmiata dai bombardamenti e scampò la fine di tante altre città europee.”

Significativo è stato anche l’intervento del Sindaco di Siena, il quale ha ricordato la posa nel 2018 di una targa in nome delle giovani sorelle Nissim, deportate a seguito di un’infame delezione. “La scopertura di questa targa invece, onora la Contrada del Leocorno e la città di Siena, per quello che è stato fatto in un momento così difficile. Alla famiglia Borgogni dobbiamo rispetto e riconoscenza per aver tenuto alto la Balzana di questa città e il Tricolore italiano.”

Da sinistra Ambra Cabibbe e Patrizia Borgogni

Il salvataggio dei Cabibbe

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Mario Cabibbe e la sua famiglia sono stati ospitati e nascosti dall’amico di scuola Vasco Borgogni e la moglie Ada. Tuttavia, dopo l’8 Settembre del 1943, captando un inasprirsi del conflitto, il contradaiolo del Leocorno decise di pagare dei contrabbandieri affinché accompagnasse i concittadini fino alle Alpi e li aiutasse a raggiungere la salvezza in Svizzera. Un viaggio molto difficile, racconta la figlia Ambra, anche dovuto alla gravidanza della madre, che partorì non appena varcato il confine.

A chiusura della cerimonia le parole di Ambra Cabibbe, ormai una vera e propria colonna della Comunità ebraica senese:

“Facevo la maestra d’asilo a Ravacciano (provincia di Siena, ndr), e dopo qualche anno di lavoro trovai tra le mie alunne le nipoti dei miei salvatori. Ma vi rendete conto? È una cosa impensabile, un colpo di fortuna. Ecco, io nonostante tutto, mi ritengo molto fortunata.”

Dopo la cerimonia, il Sindaco e la Giunta hanno reso omaggio alla targa commemorativa dei 14 deportati senesi affissa sulla facciata della Sinagoga di Siena.