Eleomnora de Majo, assessore alla cultura di Napoli

Pietre d’inciampo a Napoli, la Comunità ebraica contro l’assessore antisionista de Majo: “paradossale ricordare gli ebrei morti e disprezzare quelli vivi”

Italia

di Redazione
Cresce la polemica tra la Comunità ebraica di Napoli e l’Assessore alla cultura della città Eleonora de Majo in merito alla posa delle Pietre d’inciampo prevista per il 7 gennaio in onore delle famiglie Procaccia-Pacifici-Molco. La Comunità ebraica locale ha infatti comunicato, sul quotidiano Il Mattino, la decisione di non partecipare alla cerimonia mentre è assessore la de Majo, dichiaratamente antisionista (vedi post sotto), che non ha mai nascosto il suo odio contro Israele. Per questo già a novembre, quando la de Majo assunse l’incarico, la comunità ebraica aveva già espresso il proprio sconcerto per la nomina. E domenica la de Majo ha risposto alla lettera, non smorzando affatto le polemiche.

La lettera della Comunità ebraica di Napoli

“Apprendiamo che martedì 7 gennaio l’artista tedesco Gunther Demnig sarà a Napoli per installare nove pietre d’inciampo (Stolpersteine) in corrispondenza di quella che fu l’ultima residenza delle famiglie Procaccia-Pacifici-Molco, prima di essere deportate e assassinate ad Auschwitz. Ricordare le vittime della più infame pagina della storia è un gesto nobile, che fortifica i valori di giustizia, libertà, solidarietà e democrazia.

Qualità umane e sociali, che non potevamo fare a meno di condividere, sin da quando l’ingegnere Alfredo Cafasso Vitale ci propose l’installazione delle nove Stolpersteine in piazza Bovio, e l’allora assessore Nino Daniele approvò con entusiasmo, come molte altre iniziative organizzate dalla Comunità ebraica di Napoli. La recente nomina ad assessore alla Cultura della signora Eleonora de Majo, nota per il suo attivismo antisraeliano, ci induce, però, a ripensare la nostra partecipazione all’iniziativa. Senza scomodare la senatrice Liliana Segre e la sua lezione di stile tenuta in occasione dell’inopportuna e strumentale offerta di cittadinanza onoraria fatta dal Comune di Napoli, ci piace ribadire che ci sono cose che passano e altre che restano, soprattutto nella memoria immateriale della città.

Ebbene, iniziative come quella di installare le nove Stolpersteine rientrano in quest’ultima casistica. Pertanto, per loro stessa natura non possono prestarsi a equivoci di sorta, soprattutto se in gioco ci sono valori dal significato alto e inequivocabile, come il diritto di esistere per lo Stato d’Israele. Quindi, appare quanto meno paradossale, che ci sia qualcuno a ricordare gli ebrei morti per poi disprezzare quelli vivi, come – ahinoi! – abbiamo troppo spesso visto e ascoltato. E non ci si dica, ancora una volta, che antisionismo e antisemitismo sono cose diverse tra loro. No, antisionismo e antisemitismo sono le due facce di un’identica medaglia, come ha più volte ricordato l’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra). Un assioma, quello adottato dall’organizzazione intergovernativa tedesca, internazionalmente accettato e anche adottato.

Auspichiamo – è il caso di riaffermarlo – anche a Napoli, la città delle Quattro Giornate; la città che nel novembre 2015 ebbe il coraggio civile di cancellare da una strada il nome di Gaetano Azzariti (presidente della Corte Costituzionale ma anche del tribunale della razza) per sostituirlo con quello di Luciana Pacifici, la più piccola delle vittime partenopee della Shoah. Cose che “contano” e pertanto restano nella storia e nella memoria di Napoli e dei napoletani.

Per questo motivo diserteremo non solo la cerimonia del 7 gennaio, ma anche tutte quelle che vedranno la presenza della signora Eleonora de Majo. Una persona che – lo ribadiamo – ha espresso giudizi tanto superficiali quanto offensivi per quegli ebrei che, sia a Napoli che in tutta la diaspora e in Israele, sono stati testimoni del più grande progetto di genocidio che mente umana abbia mai concepito.

La Comunità ebraica di Napoli e la Federazione Italia Israele ricorderanno Luciana e Loris Pacifici, Milena Modigliani, Iole Benedetti, Oreste Sergio Molco, Amedeo, Aldo, Elda e Paolo Procaccia, il prossimo 30 gennaio (alle ore 10 a piazza Bovio e alle 11 in via Luciana Pacifici), in occasione del settantaseiesimo anniversario della loro deportazione ad Auschwitz.

Lo farà assieme ai tantissimi napoletani che rifiutano la facile retorica e con essa tutte le forme di strumentalizzazione, convinti che rispettare gli ebrei vivi e le loro istituzioni sia il modo migliore per ricordare quelli risucchiati nel vortice della Shoah.

La reazione dell’assessore De Majo: “Sovrapposizione disonesta”

«Criticare, anche aspramente, la politica di uno Stato non ha nulla a che fare con i rigurgiti di odio ed intolleranza che pure stanno tornando sempre più forti e violenti nella nostra società». Replica così l’assessore alla Cultura, Eleonora de Majo, alla comunità ebraica di Napoli. «Apprendo – scrive in una nota l’assessore – che la Comunità ebraica non sarà presente a causa delle mie posizioni contro lo Stato di Israele. Nel rispetto delle scelte insindacabili di ognuno, ritengo questa sovrapposizione pericolosa e profondamente disonesta intellettualmente. L’antisemitismo esiste, è vero, ma bisognerebbe cercarlo dove cresce rigoglioso, vale a dire nelle sedi dei gruppi di estrema destra di cui sempre meno e con sempre meno convinzione si chiede la chiusura». Non arretra l’esponente del centro sociale Insurgencia, da poco meno di due mesi passata dai banchi del Consiglio a quelli della giunta, che in passato ha espresso giudizi molto duri sullo Stato d’Israele e per questo era già stata contestata dalla comunità ebraica all’atto della nomina.

«La cultura antifascista – ribadisce de Majo – è scritta inequivocabilmente nella mia biografia, nelle mie scelte di vita e nella militanza che ha caratterizzato tutto il mio percorso politico e che mi ha portato tante volte al confronto anche duro e frontale con quegli odiatori di professione di cui dovremmo seriamente tutti preoccuparci. Mi spiace sinceramente per chi ha scelto questa importante celebrazione come ennesima occasione di polemica ma Napoli martedì ricorderà le vittime della Shoah nel rispetto della storia antifascista nella quale ognuno di noi si riconosce orgogliosamente».

La replica della Comunità ebraica: “In gioco è il diritto di esistere di Israele”

Non è mancata la reazione della Comunità ebraica. Come riporta Il Mattino, «L’assessore ripete sempre le stesse cose – ribatte Lydia Schapirer, presidente della Comunità ebraica di Napoli – e io non posso quindi che ribadire la nostra posizione, già ben espressa nella lettera che è stata diffusa ieri. Come scritto nel documento, in gioco ci sono valori dal significato alto e inequivocabile, come il diritto di esistere per lo Stato d’Israele. È paradossale che ci sia qualcuno pronto a ricordare gli ebrei morti per poi disprezzare quelli vivi. Antisionismo e antisemitismo sono le due facce di un’identica medaglia. Rammarico per non cogliere una occasione così bella per chiudere la polemica? L’assessore de Majo è una donna intelligente, se vuole chiudere la vicenda sa come farlo. Sta all’amministrazione comunale di Napoli – la città delle Quattro giornate – stabilire se la componente ebraica ha un valore oppure no. Sta a loro trovare gli strumenti per recuperare un rapporto».
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