Negare la Shoah sarà reato

Italia

Nella serata della vigilia del 70° anniversario della retata nazista del 16 ottobre 1943, quando 1022 ebrei romani furono arrestati e deportati ad Auschwitz,  la Commissione Giustizia del Senato, con un accordo bipartisan, ha detto sì al reato di negazionismo.
“Fuori dei casi di cui all’articolo 302, se l’istigazione o l’apologia di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo, crimini di genocidio – si legge nel testo che modifica l’articolo 414 del Codice penale – crimini contro l’umanità o crimini di guerra, la pena è aumentata della metà. La stessa pena si applica a chi nega l’esistenza di crimini di genocidio o contro l’umanità“.
La pena prevista per chi nega la Shoah è la reclusione fino a cinque anni. In caso di apologia e istigazione a delinquere, si prevede un aggravante di reato che porta la pena fino a sette anni e mezzo di reclusione.

L’emendamento, passato con alcune modifiche rispetto al testo presentato in origine, è stato firmato da tutti i gruppi della commissione di Palazzo Madama, tranne che dalla Lega Nord e dal Psi Enrico Buemi. Primo firmatario dell’emendamento è il senatore democratico Felice Casson; sottoscrittori i senatori Caliendo e D’Ascola (Pdl), Gianrusso e Cappelletti (M5S), Barani (Gal),Cirinnà e Lumia (Pd),De Cristofaro (Sel) e Albertini (Sc).

Una vittoria senza precedenti per il nostro Paese” peraltro alla vigilia “del 70° anniversario del 16 ottobre 1943”, ha detto Riccardo Pacifici, presidente della Comunità Ebraica di Roma. “E’ la dimostrazione – aggiunge Pacifici – che l’Italia sa stare dalla parte dei Giusti anche quando in queste ore, le cronache non sono delle piu’ rosee. Finalmente l’Italia si appresta a essere il quindicesimo Paese dell’Unione Europea a dotarsi di una legge contro il negazionismo. Un ringraziamento a tutta la commissione Giustizia del Senato”.

Il presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani ha spiegato che «l’approvazione da parte della Commissione Giustizia del ddl che istituisce il reato di negazionismo è un risultato di grande valore per il nostro Paese. Tanto più importante perché arriva alla vigilia di una giornata di enorme significato per le vittime della ferocia nazista. Da oggi in poi sarà impossibile negare l’evidenza di una tragedia che ha segnato drammaticamente il secolo scorso».
«È una risposta importante a tutte quelle istanze revisioniste, purtroppo presenti in Italia ed Europa, che vogliono distorcere la storia e la memoria – commenta Monica Cirinnà, senatrice Pd in commissione Giustizia. “Ha un particolare rilievo il fatto che questo avvenga il giorno prima del triste anniversario dei 70 anni della razzia del ghetto di Roma ad opera dei nazisti».

La notizia è arrivata nella notte, mentre alle porte di Roma, nel comune di Albano Laziale erano in corso scontri e tafferugli fra cittadini, polizia e neonazisti, giunti appositamente per il funerale dell’ex ufficiale nazista Erich Priebke. Il prefetto ha deciso poi di bloccare la sepoltura.
La salma di Priebke era stata accolta dalla confraternita dei lefevriani di S. Pio X,  del comune di Albano che aveva accettato di officiare le esequie. Dopo gli scontri, la salma è stata trasportata all’aereoporto militare di Pratica di Mare, ma non si sa per quale destinazione.

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