di R.I.
“Memory is no longer enough” è il titolo della nuova opera dell’artista realizzata su ciò che resta delle opere dedicate nel 2025 ai sopravvissuti della Shoah Liliana Segre, Edith Bruck e Sami Modiano, ripetutamente colpite da azioni antisemite. Negli ultimi tre anni, sedici atti di matrice antisemita hanno colpito le sue opere e il nuovo intervento nasce come risposta diretta a questo clima antiebraico dilagante.
Nel Giorno della Memoria aleXsandro Palombo torna alla Caserma Montello di Milano con un nuovo murale che ritrae Primo Levi e Anna Frank, realizzato su ciò che resta delle opere dedicate nel 2025 ai sopravvissuti della Shoah Liliana Segre, Edith Bruck e Sami Modiano, murales ripetutamente colpiti da azioni antisemite.
Nella prima opera, intitolata “Arbeit Macht Frei” e dedicata a Edith Bruck, la grande stella blu di David era stata rimossa dalla bandiera d’Israele che copriva le spalle della scrittrice ungherese. Sulle figure dei tre sopravvissuti era stata disegnata una grande stella di David, il segno uguale e la svastica nazista. Tutte le stelle di David gialle, simbolo di esclusione e sterminio, erano state sfregiate. Negli episodi più recenti le opere erano state completamente ricoperte di vernice bianca; su quella superficie erano poi comparse nuove scritte, tra cui “Israeliani nazisti”, “Palestina libera” e “Gaza campo di concentramento”, quest’ultima tracciata proprio sopra il motto arbeit macht frei presente in uno dei lavori originali.
È in questo clima globale di violenza antisemita conclamata che nasce “Memory Is No Longer Enough” con cui l’artista trasforma quei muri feriti dall’odio antiebraico in un gesto di denuncia e di riflessione sul ruolo della Memoria oggi. Il murale raffigura Primo Levi e Anna Frank seduti a terra, entrambi in uniforme da deportati di Auschwitz con la stella gialla cucita sul petto. I loro volti guardano verso l’alto, dove si apre una volta simbolica composta da decine di stelle gialle con la scritta “Jude”. Nell’opera questi simboli non sono più un marchio di esclusione imposto dal regime nazista, ma diventano un firmamento in memoria dei sei milioni di ebrei uccisi nel genocidio nazista.

Al centro della composizione, sul fondo bianco che prima ospitava l’insulto antisemita “Israeliani nazisti”, campeggia la frase “Memory Is No Longer Enough”. Il bianco colato, lasciato visibile, diventa parte integrante dell’intervento e la cancellazione dello sfregio si trasforma in un gesto simbolico che ribalta un atto d’odio in un invito alla responsabilità. «La Memoria resta fondamentale, ma da sola non basta più a contrastare l’antisemitismo nelle sue forme nuove e mutevoli» afferma aleXsandro Palombo.
Il titolo dell’opera richiama una necessità storica non più rinviabile, in un momento in cui i sopravvissuti alla Shoah sono sempre meno e con loro scompare la testimonianza diretta, rendendo la Memoria più fragile e più esposta al rischio di distorsioni e banalizzazioni se non viene sostenuta da un impegno culturale e civile costante.
L’intervento dialoga idealmente con il monito di Primo Levi «È avvenuto, quindi può accadere di nuovo» e con quello di Anna Frank «Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo». Palombo raccoglie questa eredità morale e la traduce in un messaggio contemporaneo che richiama l’attenzione sull’antisemitismo come urgenza attuale e non come memoria del passato.
Ancora una volta l’artista utilizza l’arte pubblica come strumento di consapevolezza, trasformando lo spazio urbano in un luogo di memoria attiva. L’intervento invita a non voltarsi dall’altra parte e ricorda che la lotta contro l’antisemitismo riguarda l’intera società.
Nel 2025 il Museo della Shoah di Roma ha acquisito nella propria collezione le opere Anti-Semitism, History Repeating e The Star of David di Palombo, oggi esposte di fronte al Portico d’Ottavia, i lavori raffigurano Liliana Segre, Sami Modiano ed Edith Bruck, sopravvissuti alla Shoah e testimoni della memoria.





