Toscana, b&b sostiene il Bds: un’israeliana cancella la prenotazione

Italia

di Maia Principe
La viaggiatrice aveva prenotato un soggiorno di due notti dal 21 al 23 settembre presso il B&B L’Imbrunire in Toscana. “La critica politica è legittima. Ritenere un singolo viaggiatore responsabile delle azioni di un intero governo è discriminazione”, ha dichiarato la viaggiatrice al JPost.

Un bed and breakfast toscano ha inviato un messaggio a una viaggiatrice israeliana che stava pianificando un viaggio per il suo trentesimo compleanno con i genitori, dichiarando il proprio sostegno al movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) e accusando Israele di genocidio. Il messaggio esprimeva la loro opposizione alle politiche israeliane dopo aver appreso la sua nazionalità. Lo riporta il Jerusalem Post.

La viaggiatrice, che ha chiesto di rimanere anonima, aveva prenotato un soggiorno di due notti dal 21 al 23 settembre presso il B&B L’Imbrunire in Toscana tramite la piattaforma di prenotazione Holidu. Dopo averla contattata via WhatsApp per chiedere informazioni sul pagamento diretto presso la struttura anziché tramite il sito web, l’host le ha chiesto di cancellare la prenotazione online in modo da poterla riprenotare direttamente.
Tuttavia, una volta che l’ospite ha fornito i suoi dati e l’host ha capito che proveniva da Israele, la struttura ha inviato un messaggio che faceva riferimento alla campagna BDS.

“Mi scusi. Vedo che è israeliano. Per trasparenza, sosteniamo la campagna BDS (No Room for Genocide). Non vogliamo in alcun modo appoggiare le politiche dello Stato di Israele e condanniamo categoricamente coloro che praticano sistemi di ingiustizia e oppressione”, ha scritto la struttura. “Siamo solidali con il popolo palestinese. Questa campagna, che sosteniamo, si schiera contro l’occupazione militare israeliana e si impegna a non contribuire in alcun modo alle gravi violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali del popolo palestinese da parte di Israele. Spero che capisca!”
L’ospite ha dichiarato al Jerusalem Post: “Non mi hanno detto esplicitamente che non potevo rimanere lì. Tuttavia, il messaggio era molto perentorio e mi ha fatto pensare che non sarei stato il benvenuto o al sicuro se fossi rimasto. La conversazione si è conclusa lì.” 

Di fronte alla posizione politica della struttura, ha deciso di cancellare la prenotazione. In seguito alla discussione, l’ospite ha pubblicato recensioni su Google per condividere la sua esperienza; ha notato che “c’erano molti commenti miei e dei miei amici”, tuttavia, sono stati tutti successivamente rimossi dalla pagina Googledella struttura

“Non avrei mai immaginato che nel 2026 avrei vissuto un’esperienza del genere in Europa”

In una dichiarazione alPost, l’ospite ha affermato: “Non avrei mai immaginato che nel 2026 avrei vissuto un’esperienza simile in Europa. Mi sono avvicinato a loro semplicemente come un viaggiatore, entusiasta di visitare l’Italia con la mia famiglia. Nel momento in cui hanno scoperto che ero israeliano, tutto è cambiato. Improvvisamente sono stato giudicato non per qualcosa che avessi detto o fatto, ma semplicemente per il luogo in cui sono nato e per il passaporto che porto con me. Da ebreo israeliano, questo è spaventoso e profondamente doloroso. La storia europea avrebbe dovuto insegnarci dove può portare la normalizzazione dell’esclusione delle persone a causa della loro identità. La critica politica è legittima. Ritenere un singolo viaggiatore responsabile delle azioni di un intero governo è discriminazione”.

La reazione della struttura

Contattata da Mosaico, una responsabile della struttura ha dichiarato: “noi non abbiamo riufitato nessuno. Noi aderiamo alla campagna Bds e per noi è fondamentale sostenre questa causa”. Sotto nostra richiesta di chiarimenti, ci è stato richiesto di richiamare dopo pochi minuti. Ma da quel momento in poi il telefono è risultato irraggiungibile.

La normativa vigente in merito

Facendo però una ricerca sul web, emerge quanto segue:

“In Italia, non si possono rifiutare i clienti in un B&B a propria discrezione se la struttura ha camere libere e il cliente è disposto a pagare il prezzo stabilito. I Bed & Breakfast sono considerati dalla legge attività ricettive e sono soggetti all’articolo 187 del Regolamento del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). Questa norma stabilisce che gli esercenti pubblici non possono rifiutare le prestazioni a chiunque le richieda e ne paghi il prezzo, a meno che non vi sia un legittimo motivo.Esistono tuttavia precise eccezioni legali e tecniche in cui il rifiuto è non solo legittimo, ma obbligatorio.1. Motivi legittimi per rifiutare un cliente (per legge)Puoi (e in alcuni casi devi) rifiutare l’ingresso a un ospite nei seguenti casi:Mancanza di documenti di identità validi: Per legge (Art. 109 TULPS), hai l’obbligo di identificare gli ospiti al check-in e trasmettere i dati al portale Alloggiati Web della Polizia di Stato entro 24 ore. Se il cliente si rifiuta di fornire un documento valido, devi rifiutare il soggiorno.Mancanza di disponibilità reale: Se la struttura è oggettivamente al completo (overbooking escluso, che va gestito con riprotezione).Stato di ebbrezza o alterazione evidente: Se l’ospite si presenta in condizioni tali da minacciare la sicurezza propria, del gestore o degli altri ospiti (Artt. 689 e 691 del Codice Penale).Comportamenti violenti, molesti o minacciosi: Atteggiamenti che mettono a rischio l’ordine pubblico o l’incolumità delle persone.Rifiuto di pagare la tariffa o la tassa di soggiorno: Se l’ospite non intende saldare quanto dovuto secondo le modalità stabilite dal B&B.2. Cosa costituisce un rifiuto illegittimo (Discriminazione)Non è mai possibile rifiutare un cliente per motivi personali o discriminatori. È vietato respingere un ospite in base a:Etnia o nazionalitàOrientamento sessuale o identità di genereReligione o opinioni politichePresenza di bambini (la dicitura “Adults Only” non può essere usata legalmente per vietare l’ingresso a famiglie a meno di oggettive barriere strutturali o di sicurezza documentate)Disabilità (l’alloggio deve specificare le barriere architettoniche presenti, ma non può discriminare l’ospite)”.