Il Centro balneare Caimi è patrimonio della città

Italia

di Carlotta Jarach

Shammah_De Lucchi_Russi_Latis_Martucci_CantiereCaimiC’era una volta una Milano irriconoscibile ai nostri occhi di oggi, un’isola tra le acque che nulla aveva da invidiare ai canali di Amsterdam o di Venezia. C’è ancora Milano, e sebbene sia molto cambiata nasconde ancora qui e là angoli rivelatori della sua storia; e si mostra così come congelata nel tempo.
Uno di questi luoghi evocativi si trova vicino a Porta Romana, nel quartiere Vasari-Battisti, tra via Pier Lombardo e via Botta; è il Centro Balneare Caimi, patrimonio artistico e storico della città, risalente agli anni Trenta, che grazie a risorse private è ora in restauro.
Con la collaborazione scientifica del Fondo Ambiente Italiano (FAI) infatti, la Fondazione Pier Lombardo ha investito fondi e speranze per ridare vita agli spazi delle due vasche del Centro e degli ambienti circostanti, realizzando così un progetto ambizioso che si concluderà con la riapertura ufficiale della balneazione e delle aree comuni, prevista per Expo 2015.
Due piscine, un campo da tennis, uno spazio espositivo di oltre 1800 metri quadrati e una grande terrazza: il complesso, adiacente al Teatro Franco Parenti, offrirà così un’esperienza a 360°, fatta di arte e di sport, di fuori e di dentro, di benessere fisico e spirituale. E ancora, un’area ristoro completa di bar e ristorante e tanto verde grazie ai camminamenti ombreggiati da fiori e rampicanti realizzati lungo due lunghi porticati.
«Mi piace l’idea di far rivivere questo luogo; forse per il mio ebraismo, forse perché lo stesso teatro muore ogni volta, alla fine di uno spettacolo. Vorrei che questo rappresentasse il mio modo per rimarginare una ferita»: si confida così Andrée Ruth Shammah, l’anima e il corpo del Parenti. «Credo nel valore che ha l’energia», continua, «intesa come stimolo a non fermarsi mai, a rinnovarsi e a rinnovare». Un continuo rinnovo, iniziato nel 2008 e che ha oggi restituito in parte la bellezza originaria di una fetta importante di Milano. Tra le innovazioni del progetto i vecchi spogliatoi: «verranno eliminate le pareti divisorie e una volta ristrutturati diverranno un’area espositiva di 70 metri quadrati. Sarà un’ottima location per mostre e installazioni».
Il Teatro Franco Parenti nel corso degli anni ha partecipato attivamente alla vita ebraica milanese, mettendo a disposizione i suoi spazi per le due edizioni di Jewish and the City e aderendo alle iniziative singole. È giunto il momento per noi di ricambiare: di dimostrare che gli iscritti alla Comunità Ebraica, che gli ebrei milanesi, sono parte integrante di questa città, e che hanno a cuore gli spazi pubblici e le iniziative come quella di Andrèe. Un’opera di mecenatismo, la sua, da supportare. E fino alla fine dell’anno, grazie ad una legge ad hoc, tutte le donazioni verranno premiate. Infatti la nuova legge denominata Art Bonus riconosce un credito d’imposta del 65% a privati e società che entro l’anno faranno donazioni per il restauro di beni pubblici. Qualche esempio? Per una donazione da 1.000 euro, si recuperano 650 euro, costo effettivo 350 euro; donazione da 2.500 euro, si recuperano 1. 625 euro, costo effettivo di 875 euro (con questa donazione è possibile dare il proprio nome o dedicare una poltrona della Sala Grande del Teatro). Con una donazione da 5.000 euro, si recuperano 3.250 euro, costo effettivo di 1.750 euro; donazione da 10.000 euro, si recuperano 6.500 euro, costo effettivo di 3500 euro. Per tutte le informazioni:
www.fondazionepierlombardo.com
Un gesto di responsabilità e di amore verso l’arte, verso la storia, verso gli altri. E soprattutto verso Milano.

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