Il neo-designato ambasciatore d’Israele Alon Bar incontra la Comunità ebraica di Milano

di Redazione

Collaborazione a 360° tra lo Stato d’Israele e la Comunità ebraica di Milano su temi come il cambiamento climatico, valorizzazione dei giovani e disinformazione. Si potrebbe riassumere così la visita del neo-designato ambasciatore Alon Bar che il 20 settembre si è recato presso la scuola ebraica per incontrare e salutare gli esponenti della Comunità milanese. Ad accogliere il diplomatico israeliano il Consiglio e il presidente della CEM Walker Meghnagi insieme al vice-presidente UCEI Milo Hasbani, il presidente del Memoriale della Shoah Roberto Jarach, il segretario generale CEM Alfonso Sassun e il preside della Scuola ebraica Marco Camerini.

Durante un vivace e cordiale colloquio, Alon Bar ha detto di essere stato informato dei recenti problemi politici che hanno investito il consiglio della Comunità. Il presidente Meghnagi lo ha subito rassicurato sostenendo che i consiglieri hanno raggiunto un equilibrio per continuare ad amministrare con impegno gli affari comunitari: «Realmente, io sono molto contento e soddisfatto perché ho notato la volontà di tutti di lavorare con un unico obiettivo. Ho percepito questo atteggiamento anche durante lo svolgimento della Giornata Europea della Cultura Ebraica (GECE). Io vi ringrazio perché sono davvero soddisfatto di quello che stiamo facendo».

Allo stesso modo, Alon Bar ha espresso soddisfazione per il ricco palinsesto degli eventi ebraici che sono stati organizzati in tutta Italia in occasione della 23esima edizione della GECE. L’ambasciatore ha anche sottolineato che le imminenti feste ebraiche, Rosh haShana e Yom Kippur, potranno essere l’occasione per incontrarsi di nuovo soprattutto dopo i terribili anni passati con il timore della pandemia. «Questo è il tempo del rinnovamento per la cultura ebraica europea», ha sottolineato l’ambasciatore israeliano.

Durante l’incontro, Milo Hasbani ha annunciato che l’UCEI ha in programma di coinvolgere maggiormente gli israeliani, che risiedono in Italia per motivi di studio e di lavoro. «Stiamo cercando di coinvolgerli in diversi eventi comunitari come già avviene nella festività di Yom HaAtzmaut».

«Durante il Covid abbiamo avuto legami molto intensi con l’ambasciata israeliana che ci chiedeva costantemente di cosa avessimo bisogno e se ci avrebbero potuto aiutare in qualche modo. In quell’occasione abbiamo sentito il governo d’Israele molto vicino. Per questo vogliamo continuare a coltivare le nostre relazioni», ha aggiunto Hasbani.

Nella parte finale dell’incontro, Roberto Jarach ha illustrato all’ambasciatore il forte valore educativo del Memoriale della Shoah che negli ultimi anni ha contribuito a formare migliaia di studenti sui temi legati alla Shoah.