I milanesi accorsi al Memoriale della Shoah contro la strumentalizzazione della Shoah

Al Memoriale di Milano contro l’ennesima strumentalizzazione della Shoah

Italia

di Michael Soncin
Un NO all’ennesima strumentalizzazione dell’Olocausto. Forte e decisa è stata la risposta della città di Milano che nella giornata di martedì 2 novembre si è ritrovata davanti al Memoriale della Shoah per dissentire dell’ennesima mistificazione della storia. Un evento organizzato dal Memoriale della Shoah, dalla Comunità Ebraica di Milano e dalla Comunità di Sant’Egidio. 

Qui la diretta Facebook dell’evento realizzata da Bet Magazine Mosaico

“Quelle persone sono davvero fortunate perché hanno potuto mimare la sofferenza senza viverla, non sanno cosa hanno davvero sofferto coloro che sono stati prima esclusi, poi discriminati ed infine annientati”. È il messaggio di Liliana Segre, che ha voluto portare ai partecipanti davanti al Memoriale, letto da Milena Santerini, Coordinatrice nazionale per la lotta all’antisemitismo, in risposta ai manifestanti che a Novara si sono presentati travestiti da prigionieri dei lager nazisti con la casacca a righe per esprimere il loro dissenso contro il Green Pass

Un vero e proprio coro polifonico ha dato voce per denunciarne l’accaduto. Molte le personalità del mondo istituzionale a prendere parola, molte anche le associazioni ed i gruppi ebraici. 

“È molto significativo avere convocato questo momento di riflessione su quelli che sono stati i fatti della manifestazione di Novara soprattutto, ma anche di altri precedenti episodi in cui i simboli e i collegamenti con quella che è stata la tragedia della Shoah hanno travisato quello che è il vero significato e valore della storia. Qui noi cerchiamo di educare i giovani di trasmettere loro attraverso la memoria, attraverso le sensazioni che questo luogo riesce a dare, quelli che sono i valori di una società democratica, che deve sviluppare soprattutto nelle nuove generazioni una coscienza che li porti a creare e a custodire una società civile. Certe manifestazioni, certi paragoni secondo noi hanno superato quelli che sono i limiti dell’accettabilità. Sono andati ben oltre. Non si tratta di parlare di libertà di espressione ma di conoscenza di valori morali, che non possono essere messi in gioco da paragoni fuori luogo. La manifestazione di Novara ha colpito tutti noi, la portata di quell’episodio non deve essere sottovalutata”. A dirlo è stato Roberto Jarach, Presidente del Memoriale della Shoah di Milano.

Milena Santerini, coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo (© Bet Magazine Mosaico, autore Michael Soncin)


In effetti, l’episodio di Novara, non è che solo uno dei tanti casi di triste memoria. “Abbiamo voluto parlare contro quelle
strumentalizzazioni della Shoah a cui stiamo assistendo da troppo tempo, non solo i camici a righe, ma anche le stelle gialle appuntate sul petto, la deformazione della scritta del cancello di Auschwitz, ‘Il vaccino rende liberi’ – ha sottolineato Milena Santerini -. Sono tutte forme di provocazione, di ignoranza? Sappiamo che tutto questo offende, offende le vittime, i sopravvissuti, ferisce quello sui cui abbiamo costruito la convivenza civile di oggi. Possiamo paragonare il progetto sistematico di distruzione degli ebrei d’Europa, ma anche la deportazione dei deportati politici, dei rom, degli omosessuali a tutto ciò? Possiamo dimenticare questi eventi che hanno segnato la nostra civiltà in paragone alle misure sanitarie che intendono oggi proteggere la salute dei cittadini?”.

Cosa manca quindi alla collettività per evitare queste banalizzazioni del passato? La storia la conosciamo ma forse non abbastanza bene o non come andrebbe studiata. Motivo per il quale il parlamentare Emanuele Fiano, durante il suo intervento ha parlato dell’importanza di inserire nelle scuole più ore di studio dedicate all’insegnamento della storia, denunciando fermamente ogni forma di odio e raccontando con viva commozione tratti dalla storia di suo padre Nedo Fiano, sopravvissuto alla Shoah, nel campo di concentramento di Auschwitz, nonché uno dei più attivi testimoni in Italia. 

Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia (© Bet Magazine Mosaico, autore Michael Soncin)


Tra i presenti, oltre ad una forte rappresentanza del Comune di Milano, vi erano:
Attilio Fontana, Presidente della regione Lombardia, Milo Hasbani della Comunità Ebraica di Milano, Giorgio Sacerdoti Presidente del CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Roberto Cenati, Presidente dell’ANPI – Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia di Milano, Alessandro Cecchi Paone, amico della Comunità Ebraica di Milano, oltre all’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti e all’ormai fissa partecipazione dei City Angels

Un forte messaggio per arginare la dilagante indifferenza che pervade la collettività, indifferenza è infatti la parola che più di ogni altra Liliana Segre volle far scrivere davanti al Memoriale, perché è quella che permise l’indicibile. “L’indifferenza è già violenza”, disse la Senatrice a vita Segre.

Basta. È tempo di azione, è tempo di ritrovare il perduto sentimento d’empatia. È tempo di ritornare ad essere degli esseri umani.

I partecipanti alla manifestazione davanti al memoriale (© Bet Magazine Mosaico, autore Michael Soncin)

 

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