Via libera al vaccino anti-Covid per gli under 12: ecco la nuova sfida del Ministero della Salute israeliano

Israele

di David Zebuloni
Dopo essersi conquistata il primato mondiale di somministrazione di terzo vaccino anti-Covid, Israele risulta essere diventata una vera pioniera nella battaglia mondiale contro il virus. Dopo una salita esponenziale rinnovata di contagi, dunque, lo Stato Ebraico riabbraccia i famosi tempi migliori: quelli all’insegna delle mascherine, certo, ma nei quali il distanziamento sociale pare solo un brutto ricordo. Con quasi quattro milioni di vaccinati con la terza dose Pfizer, il numero di contagi in Israele scende da 1,300 a 200, e le cosiddette “città rosse” si azzerano.

Il quadro sembra perfetto, ma come sempre c’è un ma. Un bambino israeliano (uno solo, per ora) rientrato nel paese dalla Moldavia, ha contratto la nuova mutazione della variante Delta, la variante Ay4.2. Tuttavia, come ha spiegato la Professoressa Galia Rahav, primaria del reparto di malattia infettive presso l’Ospedale Sheeba Tel Hashomer, non si sa ancora se il terzo vaccino sia efficace contro la nuova mutazione. “La situazione attuale nel paese è positiva, ma per mantenerla tale bisogna effettuare dei controlli più rigidi ai confini, così da non importare nuove varianti”, ha sostenuto la Professoressa Rahav.

Il consenso alla gestione Bennett

Intanto, ovvero in attesa di nuovi sviluppi, i media locali si schierano a favore del neo premier Naftali Bennett e proclamano: aveva ragione lui. “Nonostante la perplessità iniziale, bisogna riconoscere che aveva ragione Bennett”, ha affermato l’opinionista politico Amit Segal. “Tutte le sue manovre nella battaglia contro il Covid si sono rivelate giuste”, ha confermato la presentatrice Rina Matzliach. “Bennett ha promesso di vincere il virus senza lockdown e ha mantenuto la promessa”, ha aggiunto la giornalista Amalia Duek. “Nel momento della verità, bisogna riconoscere che tutti avevano torto tranne lui”, ha concluso il reporter Yoav Even.

Sulla scia di questo grande consenso collettivo e con la benedizione dell’organizzazione mondiale FDA, Bennett ha dichiarato che la sfida al virus continua: a partire dalla metà del mese di novembre, infatti, anche i bambini e ragazzini di età compresa tra i 5-11 anni potranno beneficiare del vaccino Pfizer. Durante una conferenza stampa sull’argomento, il Ministro della Salute Nitzan Horowitz ha affermato che il processo di approvazione del vaccino in Israele sarà d’ora in poi “più trasparente”, invitando così i genitori a vaccinare i loro figli nonostante il costante calo di contagi giornalieri. Una manovra, quest’ultima, che certamente farà ancora parlare di sé.

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