di Pietro Baragiola
La struttura, di circa 2.560 metri quadrati distribuiti su tre piani situata in Yitzhak Sadeh Street a Tel Aviv offrirà un percorso di recupero multidisciplinare che comprenderà riabilitazione cognitiva e fisica, assistenza psicologica, supporto sociale, trattamenti comportamentali e percorsi creativi e professionali per favorire il reinserimento di questi feriti nella loro vita quotidiana.
Entro il 2030 Israele aprirà il suo primo centro dedicato alla riabilitazione dei veterani dell’IDF affetti da lesioni cerebrali.
Il progetto è stato ufficializzato con la firma di un accordo tra il Ministero della Difesa israeliano (IMOD) e l’organizzazione no-profit americana Friends of the IDF (FIDF), che finanzierà parte della struttura.
Il progetto
Il nuovo edificio, che si estenderà su una superficie di circa 2.560 metri quadrati distribuiti su tre piani, sorgerà in Yitzhak Sadeh Street a Tel Aviv e sostituirà il Beit Marguza, lo storico centro riabilitativo inaugurato nel 1973 a Giaffa ed oggi ritenuto non più adeguato alle esigenze dei pazienti.
L’esigenza di un nuovo centro è emersa dopo l’inizio del conflitto a Gaza. Secondo i dati diffusi dalla FIDF, oltre 300 militari israeliani hanno riportato lesioni cerebrali traumatiche durante gli scontri con i terroristi di Hamas, mentre circa 100 soldati hanno subito danni talmente gravi da richiedere cure intensive e assistenza specializzata a lungo termine.
La struttura offrirà dunque un percorso di recupero multidisciplinare che comprenderà riabilitazione cognitiva e fisica, assistenza psicologica, supporto sociale, trattamenti comportamentali e percorsi creativi e professionali per favorire il reinserimento di questi feriti nella loro vita quotidiana. All’interno dell’edificio vi saranno anche aree protette, parcheggi accessibili, spazi terapeutici, balconi su ogni piano e una terrazza destinata alle attività riabilitative e ai programmi comunitari.
L’investimento complessivo è di circa 24 milioni di dollari (21 milioni di euro), di cui 10 verranno versati dalla FIDF. I permessi urbanistici sono già stati ottenuti e i lavori inizieranno una volta conclusa la procedura di appalto.
Le conseguenze delle lesioni cerebrali
“La nostra responsabilità nei confronti dei veterani feriti non termina quando lasciano il campo di battaglia” ha dichiarato il direttore generale della FIDF, Nadav Padan.
Nell’intervista rilasciata al sito Algemeiner, Padan ha definito le lesioni cerebrali “ferite invisibili” e ha precisato che questo tipo di trauma può compromettere ogni aspetto della vita di una persona, dal funzionamento cognitivo al benessere emotivo, fino al lavoro, ai rapporti famigliari e all’autonomia quotidiana.
“I veterani con gravi lesioni cerebrali affrontano spesso sfide che richiedono interventi specialistici continui” ha spiegato il direttore della FIDF. “Il nostro centro sarà pronto a rispondere a queste esigenze attraverso un modello integrato che riunisce sotto lo stesso tetto servizi terapeutici, educativi, professionali e sociali.”
La stessa Ronit Senderovich, responsabile dei servizi sociali clinici del Dipartimento di Riabilitazione del Ministero della Difesa, ha definito il nuovo progetto “una pietra miliare nell’assistenza ai veterani israeliani”.
“Vogliamo che i pazienti trovino i trattamenti e le tecnologie più avanzate del mondo in una struttura moderna, accessibile e rispettosa della loro dignità” ha concluso Senderovich, ringraziando la FIDF per il sostegno al progetto. “Garantire a questi uomini e donne le migliori cure possibili nel loro percorso di ritorno alla vita e alla comunità è e sempre sarà un dovere morale nazionale.”
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