La pace? si può fare anche con un acquedotto

L’acquedotto della pace si farà? Dopo che se ne è parlato tanto, finalmente pare proprio di sì: attraverserà il Medio Oriente e collegherà il Mar Rosso con il Mar Morto.

Dieci giorni fa il sindaco di Milano, Letizia Moratti in qualità di Commissario straordinario per il Governo dell’Expo 2015, ha incontrato le delegazioni di Israele, Giordania, ANP e degli altri otto paesi che hanno finanziato lo studio di fattibilità  per la realizzazione dell’ “Acquedotto della pace”.

Di cosa si tratta?
Realizzare un acquedotto che colleghi il Mar Rosso con il Mar Morto in modo da fermare l’abbassamento del livello delle acque; allo stesso tempo aumentare l’approvvigionamento di acqua potabile e promuovere l’ecosostenibilità dell’intera regione.

“Questa iniziativa – ha detto Letizia Moratti – è una straordinaria opportunità per il Medio Oriente e potrebbe letteralmente cambiare il paesaggio e la qualità di vita delle popolazioni di quelle aree. Il Comune di Milano, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri, ha ospitato con enorme piacere questo importante incontro per confermare il nostro impegno a sostenere Israele, Giordania e Autorità Nazionale Palestinese per lavorare insieme e vincere le grandi sfide ambientali”.

L’acquedotto è uno dei progetti per il Medio Oriente più importanti degli ultimi anni; nella sua realizzazione sono coinvolti, insieme all’Italia, Giappone, Corea, Grecia, Paesi Bassi, Svezia, Stati Uniti e Francia.

Lo studio è coordinato dalla Banca Mondiale e, fra i suoi scopi ultimi, ha quello di promuovere la cooperazione economica e sociale fra i paesi del Medio Oriente.

Nel corso dell’incontro milanese, promosso dal Ministero degli Esteri e dal comitato direttivo di “2015 : Women and Expo”, gli esperti e delegati della Banca Mondiale hanno illustrato gli ultimi sviluppi del progetto che sarà ultimato entro il luglio 2011.

Considerato il ruolo che l’acquedotto potrà esercitare sulla vita del Medio Oriente, a livello sia economico che politico – è una delle iniziative più rilevanti fra quelle promosse da “2015: Women and Expo”, un gruppo di donne, costituitosi a Davos nel 2010, con il proposito di dare maggiore impulso alla creatività e imprenditorialità femminile nelle diverse aree del mondo. L’Expo 2015 è parsa l’occasione migliore per mettere in moto il gruppo e anzi creare forme di partnership fra realtà che pur diverse, si ritrovano con bisogni identici.

“Il sogno – ha spiegato Diana Bracco, presidente di Milano Expo 2015 – è quello di poter ospitare all’Expo di Milano un’area espositiva dedicata a un progetto che veda lavorare uniti per un ideale comune tre grandi protagonisti del Medioriente. ‘Water for Peace’ vorremmo che diventasse un’altra, luminosa dimostrazione di ciò che innovazione e scienza possono fare per la pace nel mondo”.