La crisi del pistacchio

Israele

 

Il pistacchio mette in crisi i rapporti commerciali tra Israele e il suo tradizionale alleato americano. Israele è infatti un grande consumatore di pistacchio (fatturato annuo 20 milioni di dollari) e lo compra non dall’’alleato Usa ma dal nemico Iran (il Paese che lo vuole cancellare dalla carte geografiche), facendolo passare ed etichettare come prodotto in Turchia. Al Dipartimento dell’’Agricoltura americano sanno che la produzione di pistacchi turchi basta appena a soddisfare il consumo interno e a qualche limitata esportazione verso l’Europa, certamente non sarebbe mai sufficiente per le necessità degli israeliani. Così l’ambasciatore statunitense in Israele, Richard Jones, ha scritto una protesta al ministro delle Finanze israeliano, Ronnie Bar On, trasmettendola in copia anche al premier Ehud Olmert e ad altri due esponenti dell’esecutivo nella quale l’ambasciatore accusa gli alleati di commerciare per l’’acquisto di pistacchio con l’’Iran, contravvenendo a quelle leggi israeliane che impediscono qualsiasi rapporto d’affari con una nazione nemica.

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