Israele: parlamentare propone la pena di morte per terroristi

Israele

di Davide Foa

sharon gal
Sharon Gal, membro di Israel Beitenu

“Data la realtà con cui Israele deve confrontarsi, la pena di morte è un deterrente essenziale.” Queste parole si leggono nella nota esplicativa della recente proposta di legge presentata alla Knesset da Sharon Gal, membro del partito Yisrael Beytenu. La proposta è anche al centro di una campagna online lanciata sui social dallo stesso parlamentare.

Il partito nazionalista guidato da Lieberman sembra quindi voler realizzare una delle promesse fatte durante la campagna elettorale: punire i terroristi con la pena di morte.

Sia ben chiaro, la pena capitale è ammessa in Israele ed è prevista per i seguenti casi: reato di genocidio, crimini di guerra, crimini contro l’umanità, crimini contro il popolo ebraico e tradimenti in periodo di guerra. Esistono però diversi limiti che, di fatto, non hanno mai permesso la sua effettiva attuazione, fatta eccezione per il caso Eichmann, che oggi rimane l’unica persona mandata a morte in Israele. La pena di morte, infatti, è applicabile solo dai tribunali militari e necessita di una decisione unanime.

Contro questi vincoli si scaglia dunque la proposta di legge, secondo la quale qualsiasi tribunale distrettuale dovrebbe avere la possibilità di utilizzare la pena di morte. Inoltre, si chiede che l’unanimità necessaria venga sostituita da una stretta maggioranza.

La proposta di Yisrael Beytenu ha subito trovato l’appoggio di Naftali Bennet, leader del partito Habayit Hayehudi, che ha dichiarato: “ un terrorista omicida dovrebbe sapere che la sua vita termina nel momento in cui pone fine alla vita.”

Il tema ha invece spaccato il partito di governo, Likud. I ministri Miri Regev, Ofir Akunis, Danny Danon e Ze’ev Elkin hanno dichiarato di appoggiare la proposta di legge. Diversa è stata la reazione del primo ministro Netanyahu, che ha dato istruzioni per la creazione di un comitato governativo che esamini la proposta.

La scelta del primo ministro non è piaciuta a Gal, che la considera come un tentativo di “seppellire la legislazione”. Infatti, con la decisione di creare un comitato governativo, il premier ha rimandato la discussione per tre mesi.

Gal non sembra comunque intenzionato a perdere tempo; subito dopo aver proposto il suo emendamento alla legge sulla pena capitale, ha infatti lanciato una campagna su Facebook: farsi una bella foto, magari sorridenti, con la scritta “ anche io supporto la pena di morte per i terroristi”.

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