Piscina chiusa in Israele per il Covid-19

Israele: oltre 38mila casi di Covid-19 e alcune zone da tenere sotto controllo

Israele

di Roberto Zadik
Periodo estremamente teso per Israele, sempre più stretto nella “tenaglia” del Covid 19. Ogni giorno che passa stando al Times of Israel e a Ynetnews i casi continuano ad aumentare, ormai sono 38.213  con “balzi” di 749 casi in più già dalla mattinata di domenica 12 luglio e un numero di vittime arrivato a 358 con quattro nuovi decessi in 24 ore. Il Ministro della Salute e il Times of Israel, domenica, hanno fornito gli aggiornamenti sulla situazione corrente con 18.940 infezioni attive che secondo le stime avrebbero addirittura superato la quantità dei pazienti guariti che si aggirava a 18.915 soggetti. Nel numero dei nuovi contagi, 141 persone sarebbero in condizioni serie, 48 dei quali risulterebbero attaccate ai macchinari per sopravvivere. Fra i malati in condizioni moderate ce ne sarebbero 109. Una situazione estremamente critica in cui il Ministero avrebbe invitato ad entrare in quarantena, sempre secondo il Times of Israel, diversi membri del Governo.

Stando agli ultimi dati anche l’ex ministro della Salute, Yaakov Litzman, a capo del partito ortodosso Torah United, sarebbe positivo al Covid.  Il numero dei malati è in espansione e i media attestano più di mille contagi giornalieri che pare spingeranno il Governo a nuove misure restrittive. Nonostante questo secondo il Centro di Ricerca Clalit dato l’aumento della cautela e delle precauzione dei gruppi di persone a rischio, rispetto alla prima ondata della pandemia, ci sarebbe un abbassamento dei livelli infettivi e una maggiore attenzione da parte dei soggetti over 70 affetti da patologie precedenti, dal diabete, ai problemi cardiaci, a carenze immunitarie di vario tipo. In queste giornate così tese per lo Stato ebraico stanno aumentando test e controlli sul territorio nella speranza di abbassare il numero.

In tema di  nuovi provvedimenti governativi dettati dall’innalzamento del numero delle infezioni, in questi giorni sono stati applicati i primi lockdown in vari punti di Gerusalemme, e le località di Beit Shemesh, Lod, Ramle e Kiryat Malachi che sono stati definiti i nuovi “focolai” e tenuti sotto controllo, da venerdì scorso con restrizioni in vigore fino alle 8 di mattina 17 luglio.  Nonostante questa atmosfera, il sito Ynet sottolinea che il Comitato parlamentare per il Coronavirus sta avviando il provvedimento di riapertura di piscine e palestre con la motivazione che “solamente il 2 per cento” delle infezioni avviene in quei luoghi”.

A questo proposito uno dei proprietari ha sottolineato che “chiudere una piscina d’estate è un’assurdità”. E così gli spazi pubblici riapriranno le palestre e le piscine dopo le chiusure di questi mesi anche se molto incerto sarà il futuro anche di queste attività. Clima di tensione e di grande incertezza in tutto il Paese, dunque con 198 persone che solo domenica mattina sarebbero risultate positive, secondo Ynet, dai test condotti sulla popolazione.