Israele: i capi religiosi insieme per la pace

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leader-religiosiPresso il Peres Center for Peace, i leader religiosi in rappresentanza di tutti i gruppi religiosi di Israele si sono seduti insieme a parlare contro il razzismo e la violenza corrente in corso nel paese. Essi hanno parlato di pace e accettazione, e augurato ai musulmani un felice e sereno anno nuovo. Nonostante di tutte le religioni diverse, con diversi punti di vista, erano tutti d’accordo che la violenza non è la risposta e che si allarga soltanto il divario tra gli ebrei e i musulmani.

Nel suo discorso di apertura, Shimon Peres ha dichiarato: “Dobbiamo pregare insieme e dire con una voce forte che non c’è Dio che approvi l’omicidio. Dobbiamo sederci e parlare. La violenza non è la strada”.

Era chiaro che questi leader hanno visitato il Centro Peres per la Pace non solo per parlare dei più recenti, tragici eventi, ma anche per esprimere la loro gratitudine all’ex presidente Shimon Peres per il lavoro della sua vita in qualità di ambasciatore per la pace. Parlavano dal loro cuore, condividendo il loro dolore e dolore per quelli persi in questo momento terribile e turbolento. I leader hanno espresso le loro opinioni, riecheggiando lo stesso sentimento, nonostante i loro orizzonti differenti. Il Rabbino Shlomo Amar e lo sceicco musulmano Hamad Kivon hanno condiviso i loro messaggi di pace.

Il rabbino Shlomo Amar, ex rabbino capo sefardita di Israele e ora rabbino capo sefardita di Gerusalemme, ha dichiarato: “Non c’è nessuna religione al mondo che permette lo spargimento di sangue. Il comandamento ‘Non uccidere’ è vivo e indiscutibile”.

Lo sceicco Hamad Kivon, presidente dell’Associazione dei Religiosi Musulmani, ha dichiarato: “La santità dell’umanità viene prima di tutto. E ‘vietato a chiunque prendere la legge nelle proprie mani e di tirare fuori i coltelli”.

Un momento, dunque, importante e speciale quello di ieri al Centro Peres per la Pace, che ha riunito professioni religiose diverse accomunate da un’unica volontà, quella di pace, in un momento così difficile come quello che sta attraversando il Paese. E da un’unica voce, quella con cui hanno cantato tutit insieme Ose Shalom Bimromav”.

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