Piscina chiusa in Israele per il Covid-19

Israele fra ripresa e prudenza, un Purim all’insegna della cautela 

di Roberto Zadik  

Dovrebbe essere un periodo gioioso con l’arrivo dell’importante festa ebraica di Purim, ma in Israele in questi giorni regnano incertezza e confusione. Cosa fare col rischio Covid durante le festività? fra circa un mese è Pesach … come andranno i prossimi mesi? I siti Ynetnews e Times of Israel forniscono interessanti approfondimenti sulla situazione. Da una parte il Governo, che grazie al suo massiccio piano vaccinale è riuscito  a mettere al sicuro buona parte della popolazione  (le stime del Times of Israel attestano oltre 6 milioni di persone su un totale di 9 milioni) spinge per la riapertura delle attività; dall’altra però le parole d’ordine sono prudenza ed estrema cautela.

Infatti martedì 23 febbraio Ynet ha riportato i dati del Centro nazionale per l’Informazione e la Conoscenza del Covid che attestano un nuovo anche se lieve aumento dei casi (circa lo 0,86 percento in più), affetti soprattutto dalla contagiosa variante inglese del virus che si sta diffondendo nello Stato ebraico. Una “doccia fredda” dopo  la crescente discesa dei contagi registrata nel Paese negli ultimi giorni.  Secondo gli aggiornamenti su 69.000 nuovi test condotti lunedì 22 febbraio sarebbero stati rinvenuti 4.677 nuovi casi con un 77 percento di essi di età media sui 39 anni mentre solo il 6 percento sarebbero over 60 con un significativo abbassamento dell’età media dei contagiati.

Nonostante questo Israele vuole rialzarsi dalle durissime settimane di lockdown, riaprendo gradualmente scuole, anche se solo per bambini di età inferiore ai 10 anni, aziende, palestre e teatri anche se la condizione per accedervi  è essere stati vaccinati o essere guariti. Il sito ha reso noto che a un anno dall’inizio della pandemia circa 5.600 israeliani sono morti a causa del Covid e che  il Governo stia cercando di controllare la situazione contagi vaccinando il maggior numero possibile di soggetti. Tanto che il  Ministero della Salute ha affermato che il 70 percento dei cittadini di età superiore ai 16 anni è stato vaccinato almeno con la prima dose della cura mentre altri 3 milioni avrebbero ricevuto la seconda vaccinazione. In tema di numeri , sempre Ynet afferma che solo nella giornata di lunedì 22 febbraio, circa 157.000 persone avrebbero ricevuto sia la prima che la seconda dose del vaccino.

Restrizioni e coprifuoco in vista di Purim, una festa decisamente sottotono per contenere i contagi 

Con l’avvicinarsi della festa di Purim il Governo, in seguito al vertice di martedì 23 febbraio, applicherà una serie di regole. Da giovedì a domenica , stando a Ynet, verranno ridotti al minimo i trasporti, specialmente nella fascia serale,  in cui vigerà il coprifuoco dalle 20.30 alle 5 di mattino, per prevenire qualsiasi assembramento e festeggiamento in un periodo normalmente pieno di feste e vitalità.

In tema di restrizioni il Times of Israel fornisce alcuni approfondimenti su quanto accadrà in questi giorni. “Non vogliamo che quanto accaduto l’anno scorso si ripeta” ha detto il premier Netanyahu durante una sua visita al centro per le vaccinazioni a Acco, mettendo in guardia la popolazione che nonostante la massiccia campagna vaccinale del Governo il virus si sta diffondendo nel Paese. Come l’anno scorso, il Times of Israel ha sottolineato che Purim cominciava giovedì e finiva la domenica e che in quei giorni ci fu un devastante aumento dei contagi perché molti ignorarono le regole che vietavano assembramenti e grandi raduni. Per questo il Ministro della Salute Yuli Edelstein ha annunciato alcune importanti regolamentazioni come la restrizione al minimo degli ingressi nelle sinagoghe, che riapriranno venerdì anche se con un numero massimo di dieci persone all’interno mentre 20 pregheranno esternamente agli edifici. Malgrado queste nuove regole, gli specialisti del Covid come Nachman Ash ha espresso la sua preoccupazione che le disposizioni vengano  violate “invitando la popolazione e i gruppi più ortodossi al rispetto delle misure”. Molto realista sui prossimi scenari possibili, Ash ha ricordato che “se le infezioni saliranno saremmo costretti a chiudere quello che avevamo riaperto precedentemente”. In una settimana ha evidenziato “l’indice dei contagi è passato da 0,79 di settimana scorsa a 0,86 di questa anche a causa del periodo di incubazione del virus”.