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Intel fa crescere le esportazioni israeliane grazie ai suoi chip

di Paolo Castellano

Intel, una delle aziende hi-tech leader al mondo, sta arricchendo lo Stato d’Israele. A dirlo è un’analisi pubblicata ai primi di luglio dall’azienda americana in cui si afferma che nel periodo 2021-22 si è toccato il massimo storico del contributo aziendale all’economia israeliana.

Inoltre, il documento afferma che Intel ha accresciuto gli acquisti dai fornitori israeliani: nel 2021 sono aumentati oltre il 25% rispetto all’anno precedente, passando da 1,7 miliardi a 2,2 miliardi di dollari.

L’azienda tecnologica sostiene che questa crescita sia dovuta alla costruzione della sua nuova fabbrica di chip – ancora in stato di completamento – nella zona di Kiryat Gat.

Come riporta il Jerusalem Post, al momento il mercato ha bisogno di nuovi chip e la crisi dell’industria di microcomponenti ha segnato un nuovo record per ciò che riguarda l’esportazioni e la quota dell’azienda sul PIL israeliano, registrando un aumento di 8,1 miliardi di dollari nel 2021.

I dati sulle esportazioni di Intel rappresentano l’1,7% del PIL israeliano e l’11% delle esportazioni totali del compartimento hi-tech israeliano. Circa il 70% delle esportazioni di alta tecnologia israeliana sono chip provenienti dalle fabbriche di produzione dell’azienda americana e il 30% dai suoi centri di sviluppo.

Intel ha investito molto nello Stato ebraico: 48 miliardi di dollari, 22 di questi sono stati utilizzati per acquisire società israeliane. Il gigante della tecnologia ha infatti creato 48mila posti di lavoro in Israele.

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