Grossman: “48 ore di cessate il fuoco”

Israele

“Penso che Israele debba proporre un cessate-il-fuoco unilaterale di 48 ore, non rispondere ad alcuna provocazione di Hamas, anche se Hamas continuasse a lanciare altre centinaia di missili”. Secondo David Grossman, questa è, in questo momento, l’unica via d’uscita da una situazione che appare disperata. 48 ore di stop unilaterale per consentire a chi ha la possibilità di influire su Hamas, come per esempio, il nuovo governo egiziano, di mediare e riportare la calma.

Intervistato da Repubblica, Grossman – oggi a Torino per presentare il suo ultimo libro, “Caduto dal Cielo” – ritiene sia difficile dire in questo momento, in che direzione si svilupperanno le cose: “la situazione è così esplosiva che quasi ogni scenario è possibile”. “se ci fosse stato un dialogo anche solo fra Israele e i palestinesi della Cisgiordania, tutto oggi sarebbe diverso”.
Quel che lo scrittore israeliano si aspetta in queste ore è che Israele “che è il più forte dei due, faccia tutto ciò che è in suo potere per far ripartire il processo di pace. Se oggi ci fosse un processo di pace, il mondo sarebbe disposto ad accettare con maggiore comprensione la reazione israeliana”.

Grossman, che ha perso un figlio nell’ultima guerra del Libano, descrive la situazione fra israeliani e palestinesi come una “sfera ermeticamente chiusa” dove gli uni e gli altri fanno il possibile per difendere i propri diritti: Hamas per far cessare l’occupazione israeliana, Israele per difendere i propri cittadini dai ripetuti attacchi di Hamas. “Entrambi hanno le loro proprie giustificazioni per ciò che stanno facendo, entrambi sentono di avere ragione, ma per l’osservatore esterno, tutto ciò appare una follia”.

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