Emergenza antisemitismo negli Usa, la Knesset decide di intervenire

Israele

di Roberto Zadik

French President Francois Hollande Speaks At KnessetUltimamente sembra proprio che l’atmosfera per gli ebrei americani sia decisamente preoccupante tanto da spingere nientemeno che i membri del Parlamento israeliano a intervenire su questo argomento. Continuano le minacce antisemite in vari Stati del Nuovo Continente e secondo il sito Ynet il deputato del partito guidato da Herzog, Zionist Union, Nachman Shai, 70 anni, avrebbe spinto i suoi colleghi a pronunciarsi su questa emergenza dopo che martedì, secondo le ultime notizie, una serie di intimidazioni sarebbero pervenute alle Comunità ebraiche di varie zone tanto da costringerle a prendere drastiche misure di sicurezza come l’evacuazione di alcuni centri comunitari locali.

Una situazione davvero molto grave a causa della quale, sempre stando a quanto diramato dal sito, tutti i cento senatori del governo americano avrebbero chiesto al Governo Federale di aumentare i controlli e lo stato di allerta. A questo proposito Shai Nachman ha detto “Abbiamo assistito a dozzine di tremendi incidenti recentemente avvenuti, come vandalismo, profanazione dei cimiteri e crescenti aggressività verbali. Nel discorso di Shai non mancano affondi critici e frecciate. “Nonostante la nostra lunga militanza nella difesa delle comunità ebraiche minacciate” ha sottolineato durante un’intervista via mail all’agenzia di stampa Tapnit Press “quando questo accade in America restiamo in silenzio. Invito il governo israeliano a mettere in pratica il ruolo teorico di leader del mondo ebraico sostenendo le comunità ebraiche americane. Dobbiamo difenderli, come loro ci hanno difeso molte volte”.

Il discorso è stato tenuto martedì mattina durante la tempestosa seduta parlamentare indetta dal Comitato per l’Immigrazione, l’Integrazione e gli Affari della Diaspora riguardante i recenti fenomeni americani. Una settimana iniziata in maniera molto agitata con una svastica ritrovata sulla porta della sinagoga in Ohio mentre sempre in questo tormentato periodo sono stati profanati i cimiteri ebraici a Brooklyn, Philadelphia, Rochester e Saint Louis e circa una dozzina di centri comunitari in 12 stati hanno ricevuto una marea di allarmi bomba, più o meno una novantina, da gennaio a oggi.

Anche Avraham Neguise del Likud ha espresso la sua preoccupazione: “per molti anni c’era la percezione che l’America fosse il posto più tollerante al mondo e che ospitasse senza problemi, etnie e religioni. Ma la situazione sembra molto cambiata”. Vari politici e giornalisti hanno cercato possibili collegamenti fra questi episodi e la retorica di Donald Trump. A questo proposito un altro deputato della Knesset,Tamar Zandberg, ha sottolineato come non si possano “ignorare i collegamenti fra questi fenomeni e l’elezione di un presidente xenofobo. Purtroppo l’alleanza politica fra America e Israele ci spinge a chiudere un occhio sull’odio”.

Su questo si è pronunciata anche l’Adl (Anti Defamation League) che ha denunciato le campagne razziste nei campus americani, dove, secondo l’indagine di questo organismo, movimenti come “Identity Europa” e “American Renaissance” sono stati “molto sostenuti dalle elezioni del 2016”. Secondo l’Adl l’antisemitismo non è una novità in America ma è cominciato durante l’amministrazione Obama e stando ai loro dati già nel 2015 si registravano fenomeni di antisemitismo con un incremento del 3 percento rispetto all’anno precedente.

Nonostante questo, il presidente Trump ha recentemente condannato gli attacchi antisemiti con una serie di dichiarazioni favorevolmente accolte dal Presidente israeliano Reuven Rivlin.

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