Da sinistra nadav Kali e Ofek Moalem

Due riservisti israeliani uccisi a Gaza dall’esplosione di un drone

Israele
di Anna Balestrieri
Le vittime sono il sergente maggiore della riserva Nadav Kali, 24 anni, di Har Halutz, nel nord di Israele, e il sergente maggiore della riserva Ofek Moalem, 23 anni, di Gerusalemme. Entrambi prestavano servizio nel 7007º battaglione della Brigata di Gerusalemme, parte della 16ª Brigata. Un drone esplosivo dell’esercito, precipitato all’interno di un avamposto, è esploso mentre i due si avvicinavano per controllarlo. (Da sinistra Nadav Kali e Ofek Moalem. Credit: IDF Spokesperson’s Unit)
 

Due militari israeliani di 23 e 24 anni sono morti nella Striscia di Gaza dopo che un drone esplosivo dell’esercito, precipitato all’interno di un avamposto, è esploso mentre i due si avvicinavano per controllarlo. L’incidente è avvenuto giovedì nel nord della Striscia ed è stato definito dall’esercito israeliano un grave incidente di sicurezza.
Le vittime sono il sergente maggiore della riserva Nadav Kali, 24 anni, di Har Halutz, nel nord di Israele, e il sergente maggiore della riserva Ofek Moalem, 23 anni, di Gerusalemme. Entrambi prestavano servizio nel 7007º battaglione della Brigata di Gerusalemme, parte della 16ª Brigata.

Il drone era già precipitato

Secondo la ricostruzione preliminare fornita dall’IDF, i due militari stavano operando droni FPV durante un’attività all’interno di una posizione militare israeliana nella zona settentrionale di Gaza.
Il primo drone aveva completato la propria missione senza problemi. Durante il secondo impiego, invece, il velivolo è precipitato all’interno dell’avamposto per una causa ancora sconosciuta.
I due soldati si sono avvicinati al drone caduto per verificare che cosa fosse successo. Lo hanno quindi sollevato e, poco dopo, il dispositivo è esploso, ferendoli mortalmente. Sono stati soccorsi sul posto e successivamente trasportati al Barzilai Medical Center di Ashkelon, dove ne è stata constatata la morte.

L’esercito sospende l’impiego dei droni

L’incidente ha provocato un’immediata sospensione dell’utilizzo dei piccoli droni militari capaci di trasportare o sganciare esplosivi.
Tutti i droni di questo tipo sono stati temporaneamente messi a terra mentre l’esercito cerca di stabilire perché il velivolo sia precipitato e perché sia poi esploso. Secondo il Times of Israel, la sospensione riguarda sia i droni suicidi sia quelli utilizzati per sganciare il proprio carico esplosivo.
Il capo di stato maggiore dell’IDF, Eyal Zamir, ha inoltre ordinato la costituzione di una commissione di esperti incaricata di esaminare le circostanze dell’incidente. Il gruppo sarà guidato da un generale di brigata delle Forze terrestri e dovrà individuare le cause dell’accaduto e le misure necessarie per evitare che episodi analoghi si ripetano.

Un incidente ancora da chiarire

Al momento non è stata stabilita la causa del malfunzionamento. L’esercito sta esaminando le circostanze tecniche dell’incidente e, secondo le prime informazioni, non è ancora possibile stabilire se il drone abbia avuto un problema durante il decollo, durante il volo o per un’altra ragione.
Le ricostruzioni iniziali concordano comunque su un elemento: il drone era precipitato all’interno della posizione israeliana e i due riservisti sono rimasti uccisi quando si sono avvicinati al velivolo.

Le prime vittime israeliane a Gaza da febbraio

La morte di Kali e Moalem rappresenta inoltre un episodio particolarmente significativo sul piano militare: sono i primi soldati israeliani uccisi nella Striscia di Gaza dal febbraio 2026, quando era morto il sergente Ofri Yafe in un incidente di fuoco amico, secondo i dati riportati dal Jerusalem Post.
La loro morte arriva mentre le forze israeliane continuano a operare in alcune aree della Striscia e mentre l’esercito conduce attività che, secondo la propria ricostruzione, sono finalizzate a contrastare il ripristino delle capacità militari di Hamas.
Per ora, tuttavia, l’attenzione dell’esercito è concentrata sull’incidente che ha provocato la morte dei due riservisti. L’indagine dovrà stabilire perché un sistema militare impiegato durante un’operazione sia precipitato all’interno di una posizione israeliana e perché, una volta recuperato, sia esploso.