di Michael Soncin
L’artista britannico si esibirà alla Menora Mivtachim Arena, facendo ritorno in Israele dopo quasi 10 anni di assenza. Da diverso tempo ha ribadito il proprio sostegno a Israele, respingendo le pressioni del movimento BDS. I biglietti per assistere all’evento hanno un prezzo compreso tra gli 81 e i 232 euro. (Foto rielaborata dal profilo Instagram di Boy George)
Boy George tornerà a esibirsi in Israele il prossimo 4 novembre, con un concerto in programma alla Menora Mivtachim Arena di Tel Aviv. L’appuntamento, organizzato da Live Nation Israel, vedrà l’artista britannico protagonista di una serata imperdibile. A riportare la notizia è il sito di informazione israeliana Ynet News.
In un video registrato prima dell’evento, il cantante ha rivolto un messaggio al pubblico israeliano: «Ciao a tutti, sono Boy George! Vengo in Israele per esibirmi a Tel Aviv. È un grande onore che mi abbiate invitato. Festeggerò con voi una serata all’insegna della positività, dell’amore e della buona energia».
I biglietti avranno prezzi compresi tra 280 e 799 shekel, equivalenti a circa 81-232 euro.
Dagli anni d’oro dei Culture Club alla carriera solista
Nato George Alan O’Dowd, Boy George ha raggiunto la fama internazionale come voce dei Culture Club. Il gruppo britannico si è imposto nel 1982 con Do You Really Want to Hurt Me?, uno dei brani che hanno contribuito a trasformarlo in una star mondiale. Poco dopo, un altro grande successo: Karma Chameleon. Nel 1984 Boy George ha ricevuto il Grammy Award come miglior artista emergente.
Alla fine degli anni Ottanta ha iniziato il percorso solista, pubblicando l’album Sold. Nel 1989 ha poi fondato una propria etichetta discografica. Nel corso della sua lunga carriera ha ampliato le proprie attività, esprimendosi oltre la musica, affermandosi come DJ, stilista e figura di riferimento nel mondo della moda. Ha inoltre lavorato come produttore, autore e attore. Una personalità super eclettica!
Quella di novembre non sarà la sua prima visita in Israele. Boy George è già stato nel Paese diverse volte: l’ultima apparizione risale al 2017, quasi dieci anni fa, quando si era esibito proprio alla Menora Mivtachim Arena, nel quartiere di Yad Eliyahu a Tel Aviv.
Il sostegno a Israele e il confronto con il movimento BDS
Cresciuto in una famiglia cattolica irlandese e non ebreo, Boy George ha manifestato nel corso degli anni il proprio sostegno a Israele. Nel luglio scorso ha pubblicato We Will Dance Again, un brano esplicitamente legato alla tragedia del 7 ottobre. Il titolo richiama infatti una frase associata ai sopravvissuti alla strage del Nova Festival.
La pubblicazione ha provocato numerose reazioni sui social network. Il post con cui il cantante aveva condiviso la canzone è stato commentato da centinaia di utenti filo-palestinesi. Boy George ha risposto alle critiche anche su X, contestando quelle che ha definito pressioni prive di senso.
Già all’inizio dell’anno, durante un evento legato all’Eurovision a Londra, aveva spiegato pubblicamente la propria posizione: «Ho tantissimi amici ebrei, persone che conosco da quando avevo 15 o 16 anni». E aveva aggiunto di non essere disposto a «voltare le spalle» ai suoi amici ebrei.
La sua scelta di tornare a esibirsi in Israele si inserisce dunque in una posizione che il cantante ha mantenuto anche di fronte agli appelli del movimento BDS, che in passato lo aveva invitato a non tenere concerti nel Paese.



