Un'ambulanza con paziente covi-19 in Israele

Covid-19 in Israele: aumento vertiginoso dei casi. 11.868 mila contagi con 118 vittime

Israele

di Roberto Zadik ( DATI AGGIORNATI A MARTEDI’ 14 APRILE ALLE ORE 9.34)
Ormai in Israele, l’emergenza Coronavirus dilaga. Stando alle cifre fornite come sempre dal Ministero della Salute e diffuse dai media, i contagi sarebbero arrivati a 11mila 868 e le vittime salite a 118, con maggiore incidenza di casi nelle aree ortodosse, da Bene Brak a Gerusalemme, dove finora è avvenuto il massimo numero di contagi.

Ma quale l’età media delle vittime? Stando a un interessante articolo del Times, i più colpiti dal virus sarebbero gli ultra settantenni, in maggioranza gli uomini, 51 delle 103 vittime, spesso affetti da problemi sanitari precedenti, ad esempio malattie cardiache. Mentre inferiore il numero di donne, 45, come confermano le statistiche internazionali e le cifre dei media israeliani. Sempre in tema di dati, la vittima più giovane sarebbe un 37enne mentre il più anziano, un uomo di 98 anni. Stando a articoli apparsi su Ynetnews in queste difficili feste di Pesach, l’atmosfera in Israele è decisamente cupa, contrariamente alla consueta vivacità del Paese in questo periodo così speciale nella tradizione ebraica.

Ad esempio, Ynetnews sottolinea che in questi giorni, il Kotel (Muro Occidentale) luogo di costante afflusso di gente da tutti il mondo, era invece semideserto con piccoli gruppi di persone con la faccia coperta dalle inseparabili mascherine di protezione dal virus riuniti in preghiera. Uno scenario, come ricorda su Ynet l’ambasciatore americano David Friedman presente alle preghiere di quest’anno , lontano anni luce dall’anno scorso dove “eravamo ben 100mila persone”. Quali le città oltre Gerusalemme con più casi di questa malattia? Il mondo ortodosso sembrerebbe quello maggiormente a rischio. Sicuramente la città di Bnei Berak che stando alle stime di Times of Israel, ha registrato 925 casi ogni 100mila persone testate, seguita da un’altra città fortemente ortodossa come Kiryat Yearim con 683 contagi sullo stesso numero di campioni analizzati, per arrivare ai 214 casi di Gerusalemme, anche se con le dovute differenze fra le varie aree della capitale dello Stato ebraico. Nonostante le imponenti misure preventi prese in questi giorni, la situazione continua a essere molto pesante. Tanto che il Primo Ministro Netanyahu ha annunciato la decisione governativa dopo giorni di discussione, di chiudere vari quartieri di Gerusalemme per contenere la diffusione della malattia, visto che due persone sono decedute nella notte fra sabato e domenica Ma riguardo ai contagi cosa sta accadendo? In tema di dichiarazioni istituzionali, il Ministero della Salute ha specificato che, fra i contagiati saliti a 10.878 casi, attualmente dei 731 ricoverati in ospedale, 174 persone versano in condizioni molto gravi con 123 di queste, “intubate” in ospedale nei ventilatori in quanto bisognose di assistenza respiratoria. In tema di numeri, 155 persone invece sono in condizioni moderate.   Un gran numero di malati, circa 6.932 riceverebbero cure domestiche   e 1.074 invece verrebbero assistiti in appositi alberghi.   In tutte queste cifre preoccupanti, nota positiva è che finora 1.388 persone sarebbero guarite dal virus, come ha riportato Ynet. Questi gli ultimi aggiornamenti del Ministro della Salute che domenica mattina ha evidenziato come apparso nel notiziario sul Canale 13 della tv israeliana che“ nonostante le “morti siano arrivate a 103 questo non indica un aumento della diffusione dell’infezione”.