Auschwitz a 360 gradi: le visite virtuali degli studenti israeliani nei campi di sterminio, nell’era del Covid

Israele

di David Zebuloni

Tra le esperienze più importanti che una scuola (ebraica e no) possa offrire ai propri studenti, sia da un punto di vista didattico sia da quello personale, vi è il Viaggio della Memoria. Un viaggio che nel tempo è stato criticato da molti, spesso giustamente, per le sue modalità: talvolta troppo “leggere” (gita scolastica?), altre troppo “pesanti” (pellegrinaggio?). Un viaggio complesso poiché responsabile di un incontro apparentemente improbabile, quello tra i ragazzi e la storia, ma sempre più necessario in quest’epoca in cui la Shoah viene strumentalizzata senza criterio o, peggio ancora, negata senza pudore.

Tuttavia, tra le tante rinunce che le scuole in tutto il mondo hanno dovuto fare nell’era del Covid, vi sono anche i viaggi. Specie quello della Memoria, in Polonia. Nasce così la necessità di trovare un degno sostituto a quell’esperienza che, solo se realizzata in prima persona, può donare delle nuove consapevolezze a chi prima non le aveva. L’esperienza di toccare la storia con mano, di percepirne il significato profondo, di conoscerne le dimensioni.

La soluzione a questa mancanza, in Israele, prende il nome di Nitzchà HaRuach (“Ha vinto lo spirito”, in italiano) e si presenta in veste di tour virtuale nei campi di Auschwitz-Birkenau, brillantemente realizzato con degli occhiali 3D. Un’esperienza tridimensionale ideata da un duo di donne ultraortodosse israeliane che non sono riuscite a darsi pace all’idea che i propri figli non avrebbero visitato il luogo in cui sono stati uccisi i loro antenati. Consce dei limiti dettati dal virus, hanno pensato ad una soluzione originale e poco “ortodossa” che permettesse loro di visitare la Polonia, senza lasciare Israele. L’idea di utilizzare gli occhiali per la realtà virtuale (VR), è presto arrivata.

Nitzchà HaRuach consiste in un tour di 65 minuti accompagnato da una guida esperta, Israel Goldwasser, che comincia nella vivace comunità ebraica di Cracovia e termina nei campi di sterminio. A presenziare, virtualmente, anche numerosi ricercatori e docenti esperti in materia. Ma non finisce qui. Il tour guidato non prevede alcuno spostamento nello spazio, nemmeno all’interno dello stesso Stato d’Israele. Non sono necessari trasporti, viaggi, costi aggiuntivi o alcun altro tipo di sforzo. È il team specializzato a recarsi infatti nelle scuole, munito del kit VR personalizzato che include le cuffie e gli occhiali ultratecnologici. Occhiali che permettono al visitatore virtuale di guardarsi intorno a 360 gradi e persino di sorvolare sulla piattaforma usando uno skimmer.

“Essendo ragazze ortodosse, non abbiamo avuto il privilegio di visitare la Polonia come hanno fatto i nostri fratelli prima e dopo di noi. La Shoah è nel nostro DNA e il desiderio di offrire una soluzione a chi come noi non ha potuto vivere questa esperienza, è sorto già 17 anni fa. Con l’avvento del Covid, abbiamo ritrovato lo stimolo di rendere accessibile la storia ai nostri ragazzi -, ha spiegato Hanni Koplovitch, una delle due ideatrici di Nitzchà HaRuach. – Il viaggio in Polonia rimane un’esperienza insostituibile, ma credo che il nostro tour virtuale riesca a offrire un’esperienza quanto più vicina a quella del viaggio. Il nostro obiettivo è semplice: desideriamo che ogni giovane ebreo conosca la sua storia, in prima persona”.

 

Immagini: © Nitzchà HaRuach

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